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Sicurezza sul lavoro: Modena in zona rossa, la UIL lancia l'allarme

Sicurezza sul lavoro: Modena in zona rossa, la UIL lancia l'allarme

Dati dell'Inail, relativi al periodo gennaio-ottobre 2024, riportano 12.182 denunce di infortunio e 10 morti


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Il 2024 si è concluso e, tra le principali analisi sul mondo del lavoro, uno degli aspetti più rilevanti riguarda la sicurezza. La Uil, attraverso il coordinatore di Modena Roberto Rinaldi ha ribadito la sua posizione in merito alla necessità di ridurre i rischi sul posto di lavoro. La segreteria sindacale ha avviato da tempo una campagna di sensibilizzazione per giungere a zero morti sul lavoro, sottolineando che la sicurezza rappresenta una vera e propria 'battaglia delle battaglie' un principio di civiltà che pone la vita umana al di sopra del profitto.
'Nonostante gli appelli di personalità istituzionali di grande rilievo, come il Presidente della Repubblica e il Papa, la situazione rimane drammatica. Il segretario della UIL ha espresso il proprio sconcerto per la mancanza di attenzione da parte del Governo, evidenziando 'che la recente manovra di Bilancio non ha destinato alcun investimento per affrontare la questione della sicurezza sul lavoro. Nel contesto regionale, Modena resta in 'zona rossa' per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro. La città si trova al secondo posto, dopo Bologna, sia per il numero di infortuni denunciati che per quello dei decessi. I dati dell'Inail, relativi al periodo gennaio-ottobre 2024, riportano 12.182 denunce di infortunio e 10 morti.
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Sebbene i numeri siano in diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando gli infortuni erano stati 12.361 e i decessi 14, il segretario ha sottolineato che è ancora necessario attendere i dati definitivi dell'intero anno per una valutazione completa'.

La Uil, attraverso il suo coordinatore locale, ha inoltre ricordato 'l'importanza dello sciopero generale del 29 novembre, che ha visto la partecipazione di migliaia di lavoratori, uniti nel chiedere la fine della strage di morti sul lavoro. L'invito è chiaro: è necessario cambiare rotta. Per farlo, il sindacato chiede una maggiore formazione e informazione, iniziando dalle scuole e arrivando a coinvolgere le piccole e medie imprese, dove si registrano il maggior numero di infortuni mortali'.
Inoltre, la Uil sottolinea la 'necessità di intensificare i controlli, con un aumento del personale nelle istituzioni preposte, come gli Istituti Territoriali del Lavoro e le AUSL, e la creazione di un piano interforze che coinvolga anche i carabinieri e la polizia municipale. La collaborazione tra istituzioni, sindacati e associazioni datoriali è vista come fondamentale per affrontare il problema, che deve unire e non dividere'.

Il sindacalista ha anche proposto l'introduzione di un 'reato di omicidio sul lavoro' per i casi in cui il datore di lavoro risulti responsabile della morte di un lavoratore.
In conclusione, la UIL ritiene fondamentale convocare quanto prima il tavolo del patto territoriale per definire le scelte politiche da attuare in modo immediato, con l'obiettivo di debellare il problema. Il segretario ha infine sollecitato l'Inail a destinare i 2 miliardi di euro di avanzo di bilancio per investire in formazione e informazione, auspicando che anche gli Enti Locali diano segnali concreti con investimenti mirati nella sicurezza sul lavoro.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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