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Superbonus e codice appalti: 200 edili modenesi a Roma

Superbonus e codice appalti: 200 edili modenesi a Roma

Oggi alla manifestazione nazionale. 'Si rischiano conseguenze catastrofiche sul piano della legalità'


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Saranno oltre 200 gli edili modenesi che parteciperanno alla mobilitazione nazionale 'fai la cosa buona' promossa oggi dai sindacati Fillea Cgil e Feneal Uil.
Sono cinque le piazze della mobilitazione scelte tra le periferie italiane, e i modenesi confluiscono su quella di Roma che si tiene la mattina in piazza Don Bosco a Cinecittà.

Fillea  e Feneal chiedono la modifica del decreto 11/2023 sui bonus edili, che rischia di distruggere 100 mila posti di lavoro - 3.000 a Modena - e soprattutto di escludere milioni di cittadini a basso reddito dalla possibilità di avere una casa più vivibile e sicura, più efficiente in termini energetici, più salubre e con bollette meno care. Rendendo i bonus edili solo misure per ricchi.
“Per questo chiediamo – spiegano Rodolfo Ferraro segretario Fillea Cgil Modena e Silvio D’Acunto coordinatore Feneal Uil Modena - la cessione del credito e lo sconto in fattura per gli incapienti per i redditi medio-bassi (Isee inferiore ai 30 mila euro), per i condomini e per chi vive nelle periferie. Il Paese ha bisogno di una politica strutturale di efficientamento energetico capace di  centrare gli obbiettivi dell’Agenda Onu 2030 e delle direttive dell’Unione Europea finalizzate alla rigenerazione e riqualificazione urbana.
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Il nuovo Codice Appalti messo a punto dal ministro Salvini prevede l’assegnazione diretta o a inviti degli appalti sino a 5 milioni 382.000 euro, ovvero l’80% degli appalti pubblici degli ultimi anni, che saranno assegnati perciò senza bando di gara. Se a ciò si aggiunge la liberalizzazione del sub appalto, - continuano i sindacalisti Fillea e Feneal - si rischiano conseguenze catastrofiche sul piano della legalità, trasparenza, rispetto dei diritti dei lavoratori, della qualità del lavoro e difesa delle aziende serie”.

“Ci batteremo contro questo disegno scellerato che cancella anni di conquiste per i lavoratori – concludono Ferraro e D’Acunto – e all’apposto favorisce le infiltrazioni mafiose, soprattutto in un territorio già ampiamente segnato come quello modenese, e particolarmente esposto in previsione degli ingenti investimenti del Pnrr. Inoltre, il proliferare dei  sub appalti, minerà la sicurezza nei luoghi di lavoro e intaccherà il salario. Il nuovo Codice degli appalti farà pagare il prezzo più alto ai lavoratori in termini di diritti e salari”.
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