Abbiamo scelto una delle diverse segnalazioni arrivate alla posta della redazione, emblematica di situazione sempre più diffuse riguardanti lunghe attese di diversi giorni, in attesa dell'esito del tampone. Nei giorni scorsi, del pieno caos, ai centri Drive Trough della provincia, partendo da quello di via Minutara a Modena, la responsabile del piano vaccinale modenese Silvana Borsari lo aveva detto: 'Di fronte al boom di afflussi il problema non è solo dell'attesa per fare il tampone ma anche nell'attesa per processarli nei laboratori delle strutture sanitarie, da tempo attive 24 ore su 24'. Con la previsione che alle lunghe code ai centri sarebbero seguite quelle degli utenti a casa, in isolamento, in attesa dell'esito. Una attesa preoccupata che coinvolge non solo le persone potenzialmente positivi ma anche la rete di contatti stretti.
Un caos, quello creato dal grande numero di tamponi che per il presidente della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie-SIFO sarebbe da ricondurre anche all'afflusso nei centri tamponi di un grande numero di soggetti che in partenza per le vacanza o per una verifica della propria eventuale positività, si è fatto prescrivere un tampone molecolare, anziché effettuare un tampone antigenico a pagamento, adducendo sintomi anche lievi al proprio medico o alla guardia medica. A questo va aggiunto l'aumentato afflusso di persone a farmacie o centri privati per test antigenici finalizzati all'ottenimento del green pass.
Una situazione, quella che si è venuta a creare anche sulla base delle nuove regionale introdotte ch consentono di sostituire il risultato del test molecolare con quello di un tampone antigenico, che Arturo Cavaliere, presidente della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie-SIFO, reputa 'follia sanitaria'. Con 'un sistema che nel suo insieme rischia il collasso'
“Riteniamo che aver trasformato il Green Pass da tampone in un lasciapassare per le vacanze, per la settimana bianca e per i cenoni, sia una scorciatoia che ha poco a che fare con la tutela della salute.
Con un incremento di tamponi che ha fatto segnare un raddoppio di prestazioni nel periodo natalizio, gli approvvigionamenti si stanno facendo complessi, e pertanto – precisa Cavaliere - “in questi giorni è davvero impossibile stimare i fabbisogni nazionali e regionali per i prossimi mesi, sia di tamponi che dei reagenti necessari per processarli. Purtroppo sappiamo che di fronte a queste criticità il sistema delle forniture reagirà con possibili carenze oppure con un aumento dei costi”.
Per SIFO il messaggio finale potrebbe essere drastico: “Bisognerebbe abolire da subito questa distorsione culturale e sociale del green pass da tampone, che per fortuna riteniamo sia una criticità prettamente vacanziera”.
Il Presidente SIFO ricorda in conclusione che il tampone deve essere dedicato solo a chi ne ha realmente bisogno –

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