'Le organizzazioni sindacali hanno definito questo risultato come un segnale positivo per i lavoratori e hanno concordato un crono programma di incontri con la Direzione Aziendale per completare la trattativa entro il 30 aprile 2025'.
La posizione del fronte sindacale seduto al tavolo è chiara: 'l’aumento del ticket è un primo passo importante, che va nella direzione giusta per migliorare le condizioni economiche dei lavoratori. L'accordo, pur non risolvendo tutte le problematiche, rappresenta un segnale forte di apertura al dialogo, con la promessa di proseguire su altri fronti, come la revisione degli altri istituti contrattuali. La volontà di ottenere ulteriori miglioramenti è stata ribadita dai sindacati, che monitoreranno da vicino l'implementazione degli impegni presi'. In sostanza nella consapevolezza che l'aumento del buono pasto, pur importante, non va ad intaccare il lato contrattuale, e dei diritti anche rispetto alla qualità del lavoro da tempo rivendicati, il fronte della triplice sindacale formato da CGIL, Cisl e Uil ormai da tempo allargato a Fais.Cisal e UGL-FNA, ritiene il passaggio positivo, anche e soprattutto in prospettiva. Tuttavia, la posizione di USB è ben diversa. Il sindacato di base, che da anni porta avanti la battaglia per l’aumento del ticket, e che da anni chiede il diritto di sedersi ad un tavolo dal quale è ancora escluso, nonostante la propria rappresentanza numerica, ha commentato l’accordo con scetticismo. Pur rivendicando la paternità della proposta di innalzare il buono pasto a 8 euro, già rifiutata da Seta, l'Unione Sindacale di Base la pensa in maniera diversa rispetto all'opportunità di collegarla al ritiro della mobilitazione. 'Sebbene l'aumento di 8 euro sia stato sempre parte delle nostre richieste - sottolinea Giovanni Miele - il risultato non è soddisfacente, soprattutto considerando che l'azienda aveva sempre giustificato il rifiuto di un aumento simile con la presunta insostenibilità economica. Questo è tutt'altro che una vera e propria conquista, ma piuttosto un tentativo di sedare le proteste con un piccolo aggiustamento'.
USB critica duramente l'assenza di una vera democrazia sindacale, che ha portato alla sua esclusione dalle trattative, e avverte che dietro l'accordo sul ticket si nasconde un piano più ampio, volto a “armonizzare” le condizioni dei vecchi assunti con quelle dei nuovi lavoratori post-2012.
Mentre i sindacati confederali sembrano accontentarsi di un piccolo passo avanti, USB rimane critica, accusando l'azienda e le altre sigle sindacali di voler nascondere con l’aumento del ticket le reali problematiche che affliggono i lavoratori del settore, facendo passare per soluzione ciò che, a loro dire, è solo un palliativo.
La trattativa è quindi ancora aperta, con posizioni divergenti che, almeno per il momento, sembrano difficilmente conciliabili. Le prossime settimane e gli incontri già programmati potrebbero rivelarsi decisivi per capire quale direzione prenderanno i negoziati e se ci saranno davvero cambiamenti significativi nelle condizioni di lavoro dei dipendenti Seta.
L'azienda
'Un accordo che pone le basi per un concreto miglioramento del trattamento di tutti i 1.020 dipendenti dell’azienda che eroga il servizio di trasporto pubblico su gomma nei bacini provinciali di Modena, Reggio Emilia e Piacenza.
Gi.Ga.


