Neonatologia: “Vicini fin dal primo istante” Nel reparto di Neonatologia del Policlinico, diretto dal prof. Alberto Berardi, nasce un progetto basato sulla Family-Centered Care. Genitori protagonisti del percorso di cura, anche in Terapia Intensiva Neonatale, grazie a un modello di “reparto aperto”, formazione specifica del personale e supporti informativi come l’opuscolo “Piccoli passi verso l’allattamento al seno”.
Geriatria: “GeroLoc” per la sicurezza dei pazienti fragili All’Ospedale Civile prende il via “GeroLoc”, sistema di monitoraggio dedicato a pazienti con demenza e tendenza al wandering. Braccialetti elettronici e sensori ai varchi proteggono i degenti da smarrimenti, riducendo la necessità di sorveglianza costante. Il progetto è sostenuto dal PNRR e dal Club La Meridiana, all’interno di un più ampio piano di digitalizzazione.
Servizi amministrativi: più vicini al cittadino Grazie al progetto “Accettazione e invio referti”, diretto dall’Ing. Alessandro Sala, i cittadini ricevono la documentazione clinica direttamente via mail in formato criptato, con password via SMS. Il ritiro dei referti radiologici è stato decentralizzato grazie a nove punti di consegna sul territorio. Inoltre, totem informatizzati facilitano ogni giorno oltre 1.800 utenti all’ingresso delle strutture.
L’Azienda è impegnata a semplificare l’accesso ai Servizi sanitari. Tra gli interventi già realizzati spiccano:
- Totem di accoglienza: dispositivi posizionati agli ingressi ospedalieri per facilitare l’orientamento, garantire la riservatezza e la gestione delle attese. Ogni giorno li utilizzano circa 1.800 persone, migliorando i flussi e riducendo l’incertezza.
- Refertazione digitale criptata: i referti idonei vengono inviati via email in formato PDF protetto, con password inviata via SMS. Il sistema, adottato per oltre 24.000 referti all’anno, garantisce privacy e riduce tempi e costi di spostamento.
- Ritiro decentralizzato dei referti radiologici: grazie a nove punti di consegna sul territorio, i cittadini possono prenotare il ritiro del referto in una sede vicina al domicilio. Questa soluzione è stata adottata dal 55% degli utenti, con particolare beneficio per chi vive lontano dalle strutture principali.
Un riconoscimento nazionale Modena è stata protagonista anche all’Open Meeting dei Grandi Ospedali di Torino, confermandosi tra gli attori di riferimento nazionali per l’umanizzazione delle cure. Il direttore generale, Ing.
Le dichiarazioni dei partecipanti alla presentazione
Oggi presentiamo tre progetti di grande rilievo – ha dichiarato il dottor Andrea Ziglio, Direttore Sanitario dell’AOU di Modena – che rafforzano e sviluppano altrettanti percorsi aziendali, pensati per garantire una presa in carico sempre più attenta e globale dei nostri pazienti. L’obiettivo è offrire una risposta ai bisogni di cura, in particolare delle persone più fragili, attraverso un approccio integrato e multidimensionale, ispirato al modello bio-psicosociale. Una presa in carico che non si limiti agli aspetti clinici, ma che consideri la persona nella sua globalità, Per raggiungere questo obiettivo è fondamentale anche il contributo delle associazioni di pazienti, alle quali va il nostro ringraziamento. Un ringraziamento speciale va anche al personale, sanitario e amministrativo, che con professionalità ed entusiasmo rende possibile la realizzazione di questi percorsi.”
'L’impegno dell’AOU di Modena per l’umanizzazione delle cure - sottolinea Francesca Maletti, Vice-sindaco e Assessora alle Politiche della salute del Comune di Modena - viene riconosciuto anche a livello nazionale e di questo siamo particolarmente orgogliosi. Modena è una città che “si prende cura” e l’aver cura dei cittadini-pazienti, In particolare quelli più fragili, va oltre l’assistenza strettamente sanitaria, passando attraverso uno scambio continuo con le persone e le loro
“L’AOU di Modena si caratterizza, e viene riconosciuta a livello nazionale, per questa visione che riporta la persona al centro agendo su tutti i livelli aziendali: organizzativo, strutturale e relazionale, come mostrano le azioni di questi tre progetti che seppur diversi sono accumunati dallo stesso obiettivo che è quello di rispondere in maniera globale ai bisogni delle persone - ha aggiunto la dottoressa Ilenia Doronzo Coordinamento, Gestione e Sviluppo dei Progetti di Umanizzazione delle Cure – L’impegno concreto che stiamo portando avanti trasforma il concetto di assistenza sanitaria in quanto per umanizzare il sistema si ha necessità di coinvolgere i cittadini/pazienti e chi li rappresenta nella progettazione, erogazione e valutazione dei servizi e, quindi, si parte da loro e si costruisce con loro. Riassumendo, possiamo affermare che la strada che l'AOU di Modena ha intrapreso vede l'unione dei saperi professionali sanitari, tecnici e amministrativi e di quelli esperienziali del mondo del volontariato”.

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