Nell'immediatezza dei disordini, scaturiti dal tentativo di alcuni gruppi di forzare i cordoni di sicurezza per evitare l'identificazione, erano scattati 11 arresti. I reati contestati andavano dalla resistenza e lesioni a pubblico ufficiale fino allo spaccio di sostanze stupefacenti.
A un anno di distanza, l'attività investigativa della Procura di Modena ha completato il suo iter, delineando il quadro processuale definitivo per i presunti responsabili degli scontri più gravi.
Il focus della magistratura si è concentrato su un gruppo di giovani accusati di aver tentato di travolgere gli agenti al posto di blocco. Su otto indagati iniziali, la posizione di due ragazzi è stata archiviata, mentre per i restanti sei il procedimento penale è stato formalmente incardinato a inizio ottobre 2026. Le accuse a loro carico sono di resistenza aggravata a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate.
Per cinque dei sei imputati è stata accolta la richiesta di giudizio abbreviato. Per il sesto giovane coinvolto, i legali hanno optato per la richiesta di sospensione del procedimento con messa alla prova, una formula che prevede lo svolgimento di lavori di pubblica utilità e un percorso riparativo che, se concluso con esito positivo, estingue il reato.
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