Articoli Società

Sestola, caso donna soccorsa dopo un’ora e 40 minuti: il Difensore Civico chiede chiarimenti a Regione e Ausl

Sestola, caso donna soccorsa dopo un’ora e 40 minuti: il Difensore Civico chiede chiarimenti a Regione e Ausl

Recepito e inviato l'esposto presentato al comitato 'Tutela della Salute in montagna'. Contestato anche il mancato trattamento del caso come 'evento sentinella'


3 minuti di lettura

La vicenda di una donna che il 5 maggio scorso si trovava a Sestola e, colpita da una torsione intestinale, sarebbe stata raggiunta da un medico dell’emergenza soltanto un’ora e quaranta minuti dopo l’attivazione del 118 è approdata all’attenzione del Difensore civico dell’Emilia-Romagna e da qui all'Amministrazione regionale e all'Ausl di Modena con una richiesta formale di informazioni.
Il caso è contenuto nell'esposto che il Comitato 'Tutela della Salute in montagna' ha inviato al Difensore civico regionale segnalando forti criticità, rappresentate anche dal caso limite di maggio, nell’organizzazione del soccorso sanitario nell’Alto Frignano, dopo la cessazione del servizio del Medico di Emergenza Territoriale dal 31 luglio 2025. Togliendo di fatto la presenza del medico a supporto della rete 118 nell'alto Frignano che garantiva la presenza, nell'area, di un mezzo avanzato di soccorso con medico a bordo. E lasciando la copertura della montagna con mezzo e medico a bordo alla postazione di Pavullo nel Frignano.

Secondo quanto ricostruito dal Comitato, documenti alla mano, una paziente colpita da una torsione intestinale, successivamente sottoposta a intervento chirurgico d’urgenza all’ospedale di Baggiovara, sarebbe stata raggiunta dal medico dell’emergenza dopo un cosiddetto 'rendez-vous', ovvero un incontro con l'ambulanza con infermiere a bordo con l’automedica proveniente da Pavullo che ha trasportato verso in pianura l'assistita.
Spazio ADV dedicata a Onoranze funebri Simoni
Una procedura che dall'allarme al contatto con il medico avrebbe registrato un’ora e quaranta minuti, mentre l’arrivo in Pronto soccorso, sommando appunto i tempi del rendez-vous e quelli del trasporto, sarebbe avvenuto dopo due ore e trentotto minuti.

Nell’esposto il Comitato non si limita a contestare i tempi di intervento, già fuori da ogni parametro, ma anche il fatto che il caso non risulterebbe essere stato esaminato quale possibile evento sentinella, nonostante il protocollo ministeriale richiami tra le fattispecie monitorate proprio il mancato o intempestivo raggiungimento del luogo dell’emergenza e l’eventuale invio di mezzi ritenuti non adeguati alla situazione clinica e territoriale. In sostanza il caso, per il Comitato, doveva essere trattato come quelli da esaminare e da attenzionare tra gli eventi avversi di particolare gravità, potenzialmente evitabile, e che per il suo verificarsi genera una forte perdita di fiducia dei cittadini nel Servizio Sanitario.
Anche un solo caso riconducibile a tale ambito sarebbe sufficiente per attivare immediatamente un'indagine interna per capire cosa è andato storto e applicare misure correttive per evitare che l'errore si ripeta. Nulla di tutto questo, che per il Comitato doveva essere fatto, sarebbe stato fatto.
L'attenzione sugli eventi sentinella è stata riportata proprio in questi giorni dal Presidente della Regione De Pascale rispetto al caso Fakir di Bologna.

Nel documento trasmesso ora dal Difensore Civico a Regione e Ausl, il Comitato costruisce una dettagliata contestazione tecnica e normativa. Tra cui la copertura di un’area montana di 688 chilometri quadrati con un solo mezzo medicalizzato, l’assenza di una valutazione preventiva del rischio clinico, il possibile utilizzo dei protocolli infermieristici in funzione sostitutiva e non integrativa della presenza medica e la mancata verifica pubblica degli effetti prodotti dalla riorganizzazione. Particolare attenzione viene posta anche alla differenza tra il tempo di arrivo del primo mezzo di soccorso e quello necessario per garantire la presenza di un medico sul luogo dell’emergenza. Secondo il Comitato, il dato utilizzato dall’Ausl per sostenere il rispetto degli standard non misurerebbe infatti il tempo effettivo di medicalizzazione dei pazienti nei casi più gravi.
Il Difensore civico regionale, che ha recepito l'esposto e lo ha inoltrato all'Amministrazione regionale e all''Ausl, pur precisando che il proprio intervento non può entrare nelle scelte programmatorie delle amministrazioni, ha ritenuto meritevoli di approfondimento le questioni poste dal Comitato e ha invitato Regione e Azienda sanitaria a fornire chiarimenti entro venti giorni.
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Sinergas
Spazio ADV dedicata a Mivebo
Spazio ADV dedicata a Udicon

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati