Articoli Società

United4Gaza, in migliaia all'ex macello: 'La solidarietà continua e la politica balbetta'. I promotori:

United4Gaza, in migliaia all'ex macello: 'La solidarietà continua e la politica balbetta'. I promotori:

Resoconto e bilancio degli organizzatori della rassegna dello scorso fine settimana:: 'La stragrande maggioranza della società civile modenese rifiuta l'indifferenza e sa da che parte stare'


2 minuti di lettura

“La politica balbetta impotente, ma la stragrande maggioranza della società civile modenese rifiuta l'indifferenza e sa da che parte stare”
Si è conclusa la terza edizione di United4Gaza, la tre giorni di eventi a sostegno della Palestina ospitata al Comparto Ex Macello di Modena. A tracciare un bilancio politico e di partecipazione sono direttamente i promotori della rassegna – siglata da Modena per la Palestina, Sanitari per Gaza, BDS, Giovani Modena Palestina, Global Sumud Movement e Global Alliance for Palestine.

 

'L'edizione di quest'anno ha visto una straordinaria partecipazione di pubblico e una forte presenza militante: migliaia di cittadine e cittadini modenesi hanno attraversato gli spazi del Comparto Ex Macello, affollando le assemblee presso lo Spazio Nuovo, le cene benefit, i laboratori per bambini, gli eventi artistici e i concerti, culminati nell'esibizione dei Modena City Ramblers. Tre giorni di partecipazione, confronto e mobilitazione che hanno confermato come la Palestina continui a essere una questione centrale per la società civile modenese. Non una solidarietà occasionale, né una presa di posizione destinata a esaurirsi con il passare delle settimane, ma un impegno collettivo che si rinnova da tre anni e che continua a costruire relazioni, consapevolezza e iniziativa politica.'

 

Nei dibattiti si è approfondita la situazione
Spazio ADV dedicata a Onoranze funebri Simoni
della Striscia di Gaza rispetto alle recenti evoluzioni nello scacchiere mediorientale:
'Il baricentro di questa edizione sono state le voci dalla Palestina, i collegamenti dai luoghi del genocidio, le testimonianze e la presenza di attivisti e famiglie di Gaza trasferitesi a Modena. Un confronto che ha coinvolto esponenti della politica e della cultura locale e che ha allargato lo sguardo al dramma del Libano e ai venti di guerra che investono il Medio Oriente, dall'Iran allo Yemen. Perché la distruzione della Palestina non può essere separata dalle logiche di guerra, dall'escalation militare e dagli interessi economici e geopolitici che alimentano conflitti permanenti'

 

L'appuntamento locale United4Gaza for Gaza, era collegato alla più ampia mobilitazione internazionale promossa dalla rete internazionale:
'Modena ripudia guerra, riarmo e genocidio: questo c'era scritto sullo striscione che campeggiava all'ingresso e queste sono le parole d'ordine in cui la stragrande maggioranza della società civile modenese continua a riconoscersi. I sostenitori del sionismo e dei criminali israeliani sono ridotti a una piccola minoranza complice; la politica balbetta impotente; i popoli, invece, sanno da che parte stare. Cresce una società civile che rifiuta l'indifferenza, non accetta che la guerra diventi normalità e respinge il tentativo di confondere la critica alle politiche del governo israeliano e all'occupazione con l'antisemitismo.
UNITED4GAZA si inserisce nel quadro della giornata globale di mobilitazione del 10 ottobre promossa dalla Global Alliance for Palestine, che ha coinvolto oltre 200 organizzazioni in più di 60 Paesi per rilanciare richieste chiare: fine del genocidio, embargo sulle armi, sanzioni contro chi viola il diritto internazionale e stop alla complicità dei governi.'

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Pinocchio a rotta di collo
Spazio ADV dedicata a Mivebo

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati