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Vaccino Covid, quarta dose: tra i sanitari l'ha fatta solo uno su cinque

Vaccino Covid, quarta dose: tra i sanitari l'ha fatta solo uno su cinque

Il dato di poco superiore al 20% confermato dalla Direzione Sanitaria Ausl. Meno della metà rispetto alla percentuale tra la popolazione. E all'interno delle strutture annullata la distinzione tra operatori vaccinati e non reintegrati


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Il dato è soprendente. Ad evitare di sottoporsi alla quarta dose del vaccino covid tra le categorie per le quali è indicata sono proprio gli operatori sanitari dell'Ausl dove la vaccinazione Covid viene costantemente promossa. Poco più del 20% degli operatori sanitari negli organici Ausl, facenti parte come tali della categorie più esposte e a rischio insieme agli anziani e ai soggetti vulnerabili di tutte le età, si è sottoposta al secondo richiamo booster.. Di fatto uno su cinque. Meno della metà della percentuale della popolazione per la quale è indicata.
In sostanza se tra la popolazione classificata come vulnerabile (circa 119.000 soggetti in provincia tra over 80 e soggetti over 12 classificati come fragili), e per la quale è indicata la quarta dose, la percentuale media di chi si è sottoposto alla somministrazione è del 59%. Tra i sanitari crolla a poco più del 20%, di fatto 'paragonabile - afferma la Direttrice Sanitaria dell'Ausl di Modena Romana Bacchi questa mattina, su nostra domanda, durante la conferenza stampa sull'andamento della diffusione del Covid - a quella della popolazione generale, attestata intorno al 22%'. In pratica gli operatori sanitari Ausl sono quelli che hanno risposto in misura minore agli appelli alla vaccinazione lanciati dall'Ausl e dal contesto sanitario in cui operano.
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Comunque molto meno della risposta avuta tra la popolazione. Le motivazioni? Lo chiediamo alla direttrice, che risponde: 'Da un lato ci sono state molte assenze anche per personale che ha avuto il covid, e dall'altro per un approccio analogo a quello avuto dalla popolazione' - afferma la direttrice. In soldoni, non l'hanno voluta fare. La direttrice a questo punto sottolinea come il personale sanitario abbia comunque adottato tutte le misure di prevenzione previste all'interno delle strutture sanitarie. Che se si esclude la vaccinazione, oggi sono ridotte all'uso dei dispositivi di protezione individuale, e principalmente della mascherina. 
Elemento che porta con sé anche un'altra domanda posta alla Direttrice: Ciò significa che la distinzione tra operatori sanitari vaccinati o che non avevano completato il ciclo vaccinale praticata anche al momento del loro reintegro dopo la sospensione al lavoro non esiste più? 'Esattamente' - risponde la Direttrice

Il video della risposta della Direttrice Sanitaria Bacchi


Il dato sulla vaccinazione con quarta dose dei sanitari è stato fornito su nostra specifica richiesta. Di seguito i dati forniti dall'Ausl relativi all'andamento della vaccinazione covid tra la popolazione

A oltre due anni dall’inizio della campagna, avviata il 27 dicembre 2020, le dosi somministrate in provincia di Modena sono 1.846.705, di cui 36.690 dosi del nuovo vaccino bivalente reso disponibile a partire dal settembre scorso.
Ottime le percentuali di copertura relative al ciclo completo (prima e seconda dose o unica), pari all’84,8% della popolazione eleggibile (dai 5 anni), che sale all’87% se si prende in considerazione la copertura delle persone (dai 12 anni) che, già vaccinate con il ciclo primario, hanno eseguito anche la dose booster.

Inoltre, il 75,9% degli over 80 in provincia di Modena ha eseguito la quarta dose, somministrata anche al 69,4% dei cittadini tra i 60 e i 79 anni in condizioni di fragilità e al 54,6% dei non fragili che ne hanno fatto richiesta.

“Siamo certamente soddisfatti, ma non ci fermiamo – dichiara Romana Bacchi, Direttrice sanitaria Ausl – in quanto la protezione contro il covid tramite il vaccino rimane un argine fondamentale ai fenomeni di reinfezione e uno scudo per chi è più fragile. Per questo voglio dire che bisogna continuare il ciclo vaccinale, una volta trascorsi i 4 mesi dall’ultima dose o dalla infezione. Se ci sono persone che non hanno effettuato i richiami, voglio caldamente invitarle a consultare il proprio medico per programmare la somministrazione.
Solo così riusciremo a mantenere protetta tutta la nostra comunità e in particolare i fragili. Voglio infine ringraziare tutti i Medici di medicina generale che ci hanno aiutato in questa campagna, una sinergia che ha funzionato e che vogliamo continuare anche in futuro”.

Sono intanto arrivate in queste ore le dosi per eseguire il richiamo ai bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni che hanno già concluso il ciclo primario. Dunque, mentre continua la chiamata attiva per l’effettuazione del primo ciclo a coloro che compiono 5 anni di età o non si sono ancora vaccinati, le famiglie possono già prendere appuntamento per i richiami contattando la Pediatria di Comunità del proprio distretto di residenza.

Sulla pagina dedicata del sito Ausl www.ausl.mo.it/vaccino-covid sono riportate le modalità di adesione alla vaccinazione per ogni fase del ciclo vaccinale e fascia di età.

Gianni Galeotti
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