Chi abita nei pressi dell’area compresa tra il Tempio e la stazione ferroviaria parla da tempo di una situazione che quantomeno relativa alla quiete pubblica, risulta fuori controllo. Le segnalazioni sono numerose: oltre a episodi legati allo spaccio e a tensioni tra gruppi di persone che bivaccano sotto i portici, si aggiungono disturbi che, pur non rientrando nei reati di cronaca, lacerano comunque il tessuto della convivenza civile.
Il caso della scorsa notte, raccontato a La Pressa da alcuni residenti, ha avuto una connotazione diversa, ma non meno impattante. Poco prima delle 4 del mattino, a rompere il silenzio è stato un lungo, struggente urlo: quello di un uomo in preda alla disperazione, lasciato poco prima dalla propria compagna. Un dolore personale trasformato in pubblico e condiviso strazio, con almeno quindici minuti di grida e pianti inconsolabili che hanno svegliato interi condomini e creato sconcerto in una delle fasce orarie considerate, teoricamente, le più tranquille.
'Non possiamo più dormire — racconta un’inquilina di viale Crispi — ogni notte c’è qualcosa. Se non sono risse, sono questi altri episodi che comunque non ci lasciano tregua'.
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