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La Nazionale riparte da Mancini: 'Cercherò di farmi perdonare per quanto accaduto tre anni fa'

La Nazionale riparte da Mancini: 'Cercherò di farmi perdonare per quanto accaduto tre anni fa'

Claudio Ranieri: 'Per me è il coronamento della carriera, è una cosa bellissima che non credevo potesse accadere'


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'Riguardo la vicenda di tre anni fa credo che ci fu una mancanza di comunicazione tra me e Gravina, se ci fossimo parlati a quattro occhi sarebbe cambiato tutto'. A dirlo è Roberto Mancini, nuovo ct azzurro, nel corso della sua conferenza stampa di presentazione. 'Sono molto dispiaciuto, per me la maglia della Nazionale è sempre stata importante. È come quando da innamorato perdi la donna della tua vita, vuol dire che hai fatto qualcosa che non andava fatto. Adesso la sorte, grazie al presidente Malagò, mi dà la possibilità di rifarmi. Darò il massimo per portare la Nazionale dove merita. Credo che i giocatori ci sono, cercheremo di essere propositivi e giocare bene'. Poi sui tifosi: 'Cercherò di fare in modo che la squadra giochi così bene che i tifosi si innamorino della squadra e mi possano perdonare'.
'Con Gravina ho già avuto l’opportunità di chiarire cosa penso. La responsabilità è totalmente mia. Se ora c’è clima diverso dalla prima volta sulla panchina? Quando sei alla guida della Nazionale la pressione c’è sempre – ha aggiunto -. Penso che ci siano giovani bravi in Italia, serve fiducia e farli giocare'.
'Quando sono arrivato sono stato cinque anni, che sono tanti, stavo benissimo.
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Adesso abbiamo fatto un contratto di quattro anni e spero di poter vincere un trofeo importante, o anche due, e restare pure dopo. Contano gli uomini perché bisogna adattarsi ai giocatori a disposizione, non puoi adottare un sistema di gioco che non rientra nelle caratteristiche dei calciatori. Credo che l’Under 21, Under 20, Under 19 e Under 18 debbano avere lo stesso sistema di gioco'.

 

Soddisfatto anche Claudio Ranieri, nuovo direttore tecnico Figc e presidente del Club Italia. 'Per me è il coronamento della carriera, è una cosa bellissima che non credevo potesse accadere. Sono orgoglioso, ci sarà da lavorare tantissimo in una situazione difficile ma la mia carriera da allenatore la dice lunga sulle difficoltà incontrate. È un compito arduo, mi preme far rinnamorare gli italiani della nazionale e permettere ai bambini di rivedere la nazionale ai Mondiali'.
'Le nazionali giovanili stanno lavorando bene, l’ultimo salto è difficile, quello dall’under 21 alla prima squadra. Ci sono pochi giocatori da scegliere. Abbiamo vinto molti Europei giovanili, siamo bravi tatticamente, ma all’estero la tattica non viene esasperata come la esasperiamo noi. Dobbiamo ritornare a sviluppare nei settori giovanili la tecnica individuale, il saper tirare, crossare, saper passare, cose che i nostri giovani allenatori nelle giovanili non fanno più perché devono vincere - ha aggiunto Ranieri -.
Ora ci sono squadre piene di stranieri e non va bene, ma non sono io che posso dire ‘bisogna fare questo o quest’altro’. Non posso dire ad un allenatore di schierare questo o l’altro giocatore, ma mi auguro che tutte le componenti possano permettere alle squadre di schierare più italiani. Maldini ha parlato di una tempistica di 10 anni, si riferiva a questi ragazzi che vanno aiutati con la tattica individuale. Bisogna lavorare tantissimo su questo aspetto con i ragazzi dai 10 ai 14 anni. Poi ci sono altre varie tattiche, di gioco e reparto. Ma bisogna curare i ragazzi di 12-14 anni e aiutarli a diventare bravi. Noi siamo bravi tatticamente, gli altri sono bravi tecnicamente con tecnica di base superiore alla nostra. Dobbiamo tornare a fare quel che si faceva una volta. Si giocava più nelle chiese, nelle parrocchie e si dribblava. Oggi pochissimi allenatori fanno dribblare i ragazzi'.
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