Agirò da solo, subentrerà a Caliendo per risollevare le sorti di una società ridotta nella fase più buia della sua storia, sia sotto l'aspetto finanziario sia sportivo. E' Aldo Teddeo imprenditore, già Presidente del Varese, che martedì dovrebbe ufficializzare la sua decisione di acquistare la proprietà del Modena Calcio. Che dal 9 ottobre sarà formalmente sfrattato dallo stadio (ricordiamo che la società ha sede nei locali dello stadio in via Monte Kosica) e ad oggi si trovano orfano anche di uno stadio in cui giocare. Fatto sta che questa volta il nome di un possibile acquirente è stato seguito dalla voce in carne ossa di chi davvero avrebbe l'intenzione di andare oltre alle intenzioni dichiarate. Oltre ad una mail inviata ad alcune redazioni con la quale si ribadisce l'intenzione di andare avanti con atti concreti ed ufficiali (quelli che anche il Comune, ora rientrato nella piena disponibilità dello stadio di proprietà, aspetta prima di iniziare anche solo a discutere intorno ad un tavolo), l'intervista rilasciata a Parlando di Sport: “Esiste un’idea progettuale per il Modena Calcio che porterà ad una profonda riorganizzazione e spero, con l’aiuto di tutti, a ridare dignità e rispetto a questa importante società' - ribadisce Taddeo che
alla domanda sul perché e come entrare in una società in condizioni tali come quella in cui versa il Modena oggi e riuscire a ristrutturarla, risponde: 'Conto molto sul fatto che una volta effettuato il cambio di gestione le tensioni accumulate con il Comune e tutti gli stakeholder di Modena vengano meno e si possano recuperare i rapporti e la serenità di tutto l’ambiente. Modena è una società calcistica storica ed importante nel panorama professionistico, è quindi un onore avere questa occasione. Sei milioni di debiti? Non mi risultata che la cifra sia quella che mi hanno prospettato'' Sul Modena c’è un piano operativo di risanamento aziendale che ho preparato e che quindi attueremo sin dal primo giorno, sarà però fondamentale l’apporto di tutti. Ripeto ciò che ho scritto al Sindaco, vedo il calcio come un patrimonio della città prima che degli azionisti'.




