Goldoni spa, parte del Gruppo Arbos controllato da Lovol Group, ha ufficialmente reso noto poco fa 'di aver depositato oggi, 14 settembre 2020, data di scadenza per la presentazione prevista dal Tribunale di Modena, il Piano concordatario relativo alla società'.
'Il Piano è stato depositato prima dell’incontro indetto dal Mise, previsto per il prossimo 18 settembre, perché se Goldoni non avesse rispettato tale scadenza avrebbe rischiato di fallire, alla luce della pendenza di un’istanza di fallimento nei suoi confronti - afferma l'azienda -. Il piano depositato da Goldoni spa si propone di unire le esigenze di continuità aziendale e quelle del disimpegno dell’azionista, aspetto divenuto necessario e inevitabile a seguito del perdurare dell’andamento economico aziendale negativo di Goldoni spa. A questo proposito, nel periodo immediatamente precedente al deposito del Piano, le attività dell’azionista sono state in larga parte dirette allo svolgimento di un processo strutturato di M&A, finalizzato all’identificazione di un investitore idoneo alla valorizzazione dell’avviamento di Goldoni e alla prosecuzione della continuità aziendale, al fine di preservare un marchio storico europeo nel settore delle macchine agricole e i livelli occupazionali. Dal momento dell’acquisizione di Goldoni, l’azionista ha sempre supportato lo sviluppo dell’azienda attraverso investimenti complessivi superiori ai 100 milioni di euro, che hanno riguardato la trasformazione della linea di produzione, l’innovazione tecnologica e l’organizzazione aziendale.
Lo stabilimento di Migliarina di Carpi ha registrato purtroppo perdite importanti (solo nel 2019 circa 20 milioni di euro, il 52% in più rispetto all’anno precedente, a fronte di un fatturato poco oltre i 40 milioni di euro), rendendo di fatto impossibile la prosecuzione dell’attività per il Gruppo Lovol. In merito alla ricerca dell’investitore, nonostante i notevoli sforzi profusi negli ultimi mesi, anche alla luce del contesto congiunturale sfavorevole derivante dalla contestualità dell’emergenza Covid e delle conseguenti incertezze di mercato, le manifestazioni di interesse ricevute non si sono ancora tradotte in offerte vincolanti che possano costituire una ferma base di riferimento per la presentazione del piano concordatario. Per questa ragione, il piano depositato oggi al Tribunale di Modena è da considerarsi un piano “base”, che ipotizza la cessione degli attivi aziendali di Goldoni anche separatamente e non in continuità aziendale. Tale piano, tuttavia, potrebbe costituire il punto di partenza per la realizzazione - in stretto coordinamento e sotto la sorveglianza degli Organi della Procedura - di un’operazione di cessione di un compendio aziendale omogeneo e in continuità, e in grado di consentire la piena valorizzazione degli attivi Goldoni e del proprio avviamento commerciale frutto di decenni di attività sul mercato.'Se Goldoni, come auspicabile, dovesse essere ammessa al concordato, l’attuale piano concordatario potrebbe pertanto consentire di continuare, sotto l’egida del Tribunale, ulteriori tentativi di sollecitazione di soggetti terzi potenzialmente interessati alla acquisizione di un compendio aziendale relativo a Goldoni (comprensivo del marchio), e con significative migliorie dal punto di vista della valorizzazione degli attivi e dei risvolti occupazionali.


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