Per i duri e puri del Dio, patria e famiglia invece lo spot è la catarsi del, da troppo tempo, non detto, il sublime salvataggio del pilastro della società umana messo in atto da una bambina, un po’ generale Vannacci in gonnella, un po’ novella Atreyu di una storia senza inizio e senza fine. La famiglia fatta di papà e mamma e figli sullo sfondo del Mulino Bianco, salvata in extremis non dalla Chiesa il cui faro si è da tempo spento nel mare del relativismo, bensì da una pesca dolce e succosa. E poco importa che chi esalta cotanta istituzione familiare sia sposato almeno un paio di volte, oppure mai nonostante si sia abbandonatamente riprodotto.
In mezzo a questo spensierato dibattito a colpi di ‘meglio due genitori divorziati che due genitori in guerra’ e di ‘non osi l’uomo dividere ciò che Dio ha unito’, ci stanno le famiglie vere. Quelle che tirano avanti nonostante Esselunga e nonostante l'invidia di Coop per uno spot così discusso, nonostante gli emoticon del Capitano e nonostante le bordate arcobaleno. Le famiglie che stanno insieme per desiderio, quelle che non si sfasciano per non finire sul lastrico e quelle che si arrendono con dolore al proprio fallimento, ma che si guardano bene dall’elevare un fallimento a una vittoria in nome del progresso.
Giuseppe Leonelli

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