scrivo in qualità di presidente del comitato genitori delle scuole elementari del comune di Bomporto, in questi giorni si sono susseguiti i contatti fra i vari enti scuola e Comune per permettere alle maestre delle classi quinte di chiudere un ciclo che ha portato i bambini alle soglie della prima adolescenza, con un momento di incontro di persona che concluda in una quasi normalità questi anni trascorsi assieme.
Il tutto è pensato per dare un segno di normalità a questi ragazzi privati dei rapporti umani da mesi con i coetanei e per salutare le maestre che in questi anni sono state amiche e in parte mamme.
In tutto ciò ci vediamo scaricare sui comitati genitori dal sindaco e dall’assessore l’organizzazione al grido del 'io non mi prendo la responsabilità!'. Tutto, dall’organizzazione alla ricerca della struttura per non parlare poi dei controlli sulle distanze!
Ma se un Comune si disinteressa del bene anche psicologico dei bambini e scarica i rischi addosso alle associazioni per poi vantarsi dei risultati sui media? Che serve? Cosa sono pagati a fare? Solo a fare i comunicati su Facebook? O sui giornali?
Nel mondo reale e non in quello dove vivono i nostri amministratori le persone si sono “assembrate” per vedere il Presidente del consiglio, per manifestare pacificamente e non è scoppiata l’epidemia globale finale! Solo per ricordare gli eventi più vicini.
Noi organizzeremo comunque questo incontro in un luogo pubblico in cui ognuno si assumerà la propria responsabilità del mantenere le distanze e di rispettare le regole, in cui inviteremo delle signore che fanno le maestre con il cuore e non con le carte bollate, nessun assembramento (unione fra più persone non congiunti a distanza inferiore di quella consentita) per rivendicare la nostra libertà di cittadini responsabili del proprio e dell’altro bene a partire da quello dei ragazzi.
Roberto Bevini



