Il problema più grande resta il tracciamento e non certamente l’apertura delle scuole. Se per ogni persona che risulta positiva si riuscisse a capire la natura del Covid, semplice oppure appartenente a una variante, se si facessero tamponi di controllo, se si fossero davvero implementate le misure con la messa in campo di ulteriori azioni volte al contenimento Covid-19, (differenti dalle iniziali dello scorso anno), per poter frequentare la scuola in sicurezza (è un diritto-dovere per i nostri figli andare a scuola in presenza ma deve essere garantita la sicurezza, ormai l’improvvisazione e l’adattamento tanto care a noi italiani o la pretesa mancanza di risorse o la situazione di emergenza non è più giustificabile dopo oltre un anno di pandemia e di risorse spese in tal senso) perché, ahimè, si continua solamente a: “ventilare” i locali scolastici con l’apertura delle finestre, suggerire il distanziamento tra gli studenti (come è possibile che in una classe di massimo 40 metri quadrati convivano 25 o più studenti?), utilizzare solo gel e mascherine e poi cosa mai si è fatto in più?
Perché ancora non viene monitorato “a campione” tramite l’utilizzo dei tamponi rapidi e la misura della temperatura all’ingresso scolastico (a tutela della salute dell’intera comunità scolastica) lo stato di salute? Perché non viene ancora prevista la possibilità di “sdoppiamento” delle classi per evitare gli assembramenti all’interno dei locali ed evitare così le “classi pollaio “? Perché non viene consentito alle famiglie di poter optare per la didattica a distanza piuttosto che in presenza quando non si possono garantire le misure di sicurezza? Non si può accettare che i ragazzi entrati in contatto diretto con un positivo possano essere abbandonati tra le lungaggini di un sistema che non corre veloce quanto il virus.
La scuola si è dimostrata non sicura, con un contact tracing ormai saltato, non idonea al contenimento del virus e per questi motivi ritengo meritoria qualunque azione necessaria a fermare l’effetto-domino ormai innescato all’interno delle classi, per garantire la frequenza in presenza in condizioni di sicurezza. Se fossimo in grado di seguire gli sviluppi del contagio, allora tutto risulterebbe più gestibile. Tenere sotto controllo questo tipo di situazione è pressoché difficile ma non impossibile. Per non parlare di un altro problema di carattere “morale” se così vogliamo definirlo: è giusto togliere tempo, energie e tamponi a quelle persone che stanno lottando contro questo virus? Riaprire le scuole è la classica situazione senza né vinti né vincitori. Con il numero di morti che leggiamo ogni giorno era meglio prendere e pretendere delle precauzioni. Quali? Ultimo mese di lezioni all’aperto senza classi pollaio e gli assurdi assembramenti che vediamo all’ingresso e all’uscita. In questi primi giorni di riaperture molti, troppi casi di studenti positivi che spesso hanno trasmesso il virus anche ai loro familiari.
Diletta Bellei



