Buongiorno.
vi scrivo in quanto padre di una bimba di tre anni messa in quarantena a seguito di un contatto positivo a scuola. In concomitanza con il passaggio in zona rossa (anticipata tra l'altro) sono state reinterpretate dalla Asl di Modena le regole sulla quarantena. Anziché fare un unico tampone a distanza di 10 giorni ne è stato fatto uno subito (inutile) a tutta la classe e si è deciso (Asl difficilissima da contattare, ci hanno risposto dopo una settimana e ci hanno solo dato un indirizzo mail) di farne un altro per chiudere la quarantena, senza dare la facoltà di prolungarla di una settimana e rilasciare dichiarazione di termine vista l'assenza di sintomi (e la negatività del primo tampone). Inoltre, visto che i bambini avevano avuto contatti a date diverse, i termini di quarantena sarebbero dovuti essere differenziati, ma non è successo. La Asl, inoltre, lungi dal rispondere alla mail per punti, ha comunicato le sue decisioni (senza rispondere nel merito) a tutta la scuola, senza scrivere direttamente ai genitori dei singoli.
Il tutto alla fine, contrariamente alle Asl delle altre Regioni, si conclude nell'inutile supplizio del tampone ripetuto ad una bimba di tre anni, nonostante al telefono l'operatrice dicesse che non era necessario e anzi crudele.
Se questo è il modello di sanità che vogliamo, per sentirci poi rimproverare di essere irresponsabili, no grazie.
Saluti
Emiliano Lugli - Bastiglia
Covid, l'inutile supplizio del tampone ripetuto su bimbi
Inoltre, visto che i bambini avevano avuto contatti a date diverse, i termini di quarantena sarebbero dovuti essere differenziati, ma non è successo
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