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Guarita ma senza Green pass, mia figlia discriminata a scuola

Guarita ma senza Green pass, mia figlia discriminata a scuola

Una professoressa in classe alimenta la divisione tra le allieve denigrando chi non si vaccina senza conoscere le motivazioni


2 minuti di lettura

Tutto ha inizio quando il 30 dicembre 2021 mia figlia risulta positiva al Covid e viene fatto tutto seguendo il protocollo. Ad oggi, il 31 gennaio 2022, stiamo ancora aspettando il green pass da guarigione che le permetta di prendere i mezzi pubblici per andare a scuola a Reggio Emilia, al liceo coreutico Matilde di Canossa.

E’ superfluo che dica di avere fatto il possibile per avere chiarimenti chiamando tutti i numeri telefonici al riguardo, sollecitando l’Asl affinché prendessero in carico la situazione. Mi è stato risposto prima che entro 72 ore sarebbe arrivato il certificato e poi pochi giorni fa, dopo l’ennesima ricerca telefonica, che l’accensione della malattia covid non è mai avvenuta. Ma come è possibile visto che c’è la chiusura della malattia?

E oltre il danno che mia figlia sta subendo anche la beffa. Lei è guarita ma è ancora in dad poiché non può raggiungere la scuola ed io non posso accompagnarla in macchina da Bologna a Reggio Emilia. A tal proposito proprio giovedì scorso, 27 gennaio 2022, mentre attendeva di fare lezione, una sua professoressa ha deliberatamente messo assente mia figlia e le ha rifiutato la dad.
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Davanti a questa decisione mi sono immediatamente adoperata parlando con la Dirigenza scolastica affinché questo comportamento improprio e inaccettabile venisse subito redarguito. Il preside è stato per fortuna collaborativo e la dad ripristinata dopo che avevo spiegato le motivazioni dell’impedimento di mia figlia ad essere in presenza a scuola.

Ora, oltre a questo fatto spiacevole, grave e discriminatorio da parte di una professoressa che in classe alimenta la divisione tra le allieve denigrando chi non si vaccina senza conoscere le motivazioni personali e di salute che uno può avere per non effettuare la vaccinazione, a mia figlia è stato sollevato persino il dubbio che non avesse voglia di tornare a scuola in presenza. Premetto che mia figlia abita a Bologna, ha scelto il liceo coreutico di Reggio Emilia per passione e per amore della danza, quindi motivatissima: si alza tutte le mattine alle 5.30 per prendere il treno alle 6.33 dal lunedì al sabato, non vede l’ora di danzare e studiare. Mi auguro che si faccia chiarezza in tutta questa faccenda al più presto perché l’Asl ha causato un disagio immenso: non è possibile che un green pass si sia perso e nessuno sappia darmi gli elementi per ottenerlo. Una vita rimane sospesa, priva di diritti perché qualcuno si è dimenticato di fare un clic sulla tastiera?
Vorrei fosse fatta giustizia per chi ha subito come mia figlia tali inottemperanze istituzionali e discriminazioni sociali. Esigo una risposta dall’Asl e scuse ufficiali dalla professoressa.

Tutto questo è paradossale e inaccettabile.

L.B.
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