Le ultime notizie, giunte da più parti, riferirebbero di un imminente allontanamento degli ultimi due Padri Benedettini rimasti e di un futuro per San Pietro quantomeno incerto; alcune di queste notizie non escluderebbero nemmeno una sua prossima chiusura od apertura ad orari molto ridotti. Nessuna autorità religiosa, politica, artistica... si è interessata più di tanto alla vicenda e questa decisione è stata assunta senza interpellare le centinaia di fedeli che presenziano alle messe, alle altre funzioni religiose ed a tutte le attività di profonda spiritualità ed accoglienza, legate alla comunità benedettina.
Fedeli che potrebbero ritrovarsi smarriti, senza poter più usufruire di questo importantissimo incontro con Dio; incontro che costituisce da sempre una parte fondamentale della loro vita, proprio grazie anche al proficuo operato dei due Padri rimasti, dom Stefano e dom Fabio, degli indimenticati dom Giuseppe, dom Gregorio, dom Mauro e degli altri religiosi di questa plurisecolare Abbazia. Tutta la questione è di una tale enormità che lascia sbigottiti. A tutti questi fedeli, che vedono nei Monaci Benedettini e San Pietro, il tramite per avvicinarsi alla luce, alla speranza, alla consolazione dalle tribolazioni dell'esistenza, chi ci penserà? Non sono anche e soprattutto loro stessi parte integrante di quella Chiesa che dovrebbe guidarli e confortarli?
Che incredibile assurdità sarebbe azzerare o rendere marginale una istituzione, il Monastero Benedettino di San Pietro appunto, che ha raggiunto tali livelli di eccellenza spirituale, umanitaria, artistica, culturale, architettonica, proprio in gran parte grazie a tutti questi Padri? Dove sarebbe il senso di giustizia cristiana in tutto questo? E che privazione verrà arrecata alla città se le relative attività della Spezieria, dell'aula di Santa scolastica e di tutte le altre eccellenze di San Pietro verranno chiuse od utilizzate solo raramente?
Carlo Previdi, scrittore e fedele di San Pietro in Modena



