Siamo il gruppo di persone che martedi 10 agosto si sono presentate all'evento 'Cinema Sotto le stelle'. Abbiamo letto una versione del Comune di Modena arrivata a più organi di stampa non esatta, essendo i protagonisti vorremmo spiegare e avere il diritto di replica sull'episodio.
Siamo andati all'evento per verificare se effettivamente c'era discriminazione dei cittadini (richiesta esplicita e imponente del Green Pass per l'accesso all'area recintata) e altri reati da segnalare alle Autorità, visto l'evento pubblico.
L'evento in questione è stato organizzato dall'associazione Modenamoremio, all'ingresso due steward (forse di una azienda terza) non avevano il badge obbligatorio secondo i decreti ministeriali 2009 e 2016, indispensabile per verificare la iscrizione nell'apposito elenco prefettizio. Gli steward erano scrupolosamente rigidi nella richiesta di lasciar passare i muniti da Green Pass, senza nessun riferimento alla titolarità di gestione dei dati sensibili richiesti.
Facciamo presente che la violazione della normativa sul Green Pass configura solo eventualmente un illecito amministrativo, non consente di limitare la libertà personale o di impedire fisicamente l'accesso a un'area che si configura come suolo pubblico, delimitato al solo fine di organizzare un evento, anch'esso pubblico.
Dinnanzi alle pretese dei suddetti operatori, abbiamo deciso di far intervenire la pattuglia di Polizia locale presente per essere sanzionati e potere contestare in via incidentale la norma e costringere i due buttafuori a rientrare nei limiti delle loro funzioni e magari verificare il rispetto degli obblighi di legge in capo ai suddetti.
Gli agenti non sono stati in grado di dare risposte esaurienti su come un decreto Legge potesse portare queste limitazioni importanti, nonostante i regolamenti europei (953/2021 - 954/2021 seduta Parlamento europeo del 14/06/2021) e la carta Costituzionale art.16-32, configurando quindi un ricatto sociale finalizzato a istituire un obbligo vaccinale surretizio che solleva lo Stato da ogni conseguenza risarcitoria o terapeutica in caso di eventi avversi.
Prima gli agenti hanno invocato il rispetto di una legge dello Stato, poi sostenuto addirittura la presenza di un regolamento Comunale che, ovviamente, non potrebbe imporre questo tipo di limitazioni.
Abbiamo quindi
Abbiamo chiesto quindi alla Polizia di stato di identificare le persone organizzatrici e gli steward verbalizzando i fatti in quanto ci sentivamo vittima di reato, nulla più nulla meno, ma gli agenti si sono rifiutati.
Solo dopo la nostra insistenza riteniamo che gli agenti della pattuglia della Polizia di stato abbiano identificato oltre al nostro gruppo anche organizzatori e steward.
Quindi abbiamo deciso, visto che ci era stato confermato che l'evento era aperto al pubblico e non c'era alcun cartello all'ingresso che richiedesse il Green Pass, con l'indicazione del responsabile dell'area recintata, di restare: uno dei ragazzi è stato spintonato e strattonato dall'agente di polizia locale, poi ci siamo tutti seduti per assistere alla proiezione.
Ripetutamente la polizia locale ha chiesto di uscire, noi eravamo disposti a farlo ma a condizione che venissimo sanzionati per l'infrazione, ma non ci bastava un invito ad abbandonare l'area senza motivazione.
Lo scopo della sanzione era proprio di potere ricorrere in via incidentale, sicuri che le eventuali sanzioni elevate sarebbero state illegittime.
Abbiamo semplicemente voluto evidenziare e ci siamo riusciti, che in un evento in cui è oggettivamente impossibile ogni possibilità di assembramento è stato imposto un obbligo discriminatorio illegittimo.
Riteniamo che l'unico modo per ripristinare il diritto costituzionale e sovranazionale sia disubbidire e poi ricorrere al fine di portare in giudizio chi da 18 mesi ha sovvertito l'ordine costituzionale della Repubblica, distruggendo il concetto stesso di diritto.
Il collettivo No Green Pass


