Dall’altra parte non ci sono sogni, non c’è la prospettiva di una società che si apre al futuro con una visione diversa, ma l’opposizione a chi si considera il nemico da odiare e combattere con ogni mezzo. Questo è il limite della sinistra italiana che non ha più nulla da dire: ha bisogno di un nemico per serrare le fila e dare un senso alla propria esistenza. Ieri era Berlusconi ed oggi è Salvini. Su questo punto centrale della propria politica (il nuovo duce che avanza) s’inserisce poi tutto l’armamentario ormai logoro della Lotta partigiana, che non s’è mai acquietato.
Non riusciamo a fare una legge di bilancio in autonomia, ma per la Sinistra italiana potremmo tranquillamente indossare una camicia bruna dal mattino alla sera e mandare a quel Paese la NATO e l’Europa. Senza contare gli anticorpi verso qualsiasi forma di tirannia, compresa la subdola che realizza lei dove governa, che ognuno di noi ha saputo far crescere dentro di sè in questi 74 anni. E allora togliete il nemico e il terrorismo psicologico verso il sorgere di nuove dittature e della sinistra italiana non resterà nulla, perché dal crollo del muro di Berlino e dalla trasformazione del Partito Comunista in altro, che ancora nessuno ha compreso chiaramente, non ha saputo trovare un’identità diversa e uomini diversi.
Per questa ragione non ha importanza quale piazza sarà più numerosa e se Bonaccini la spunterà ancora, sorretto da tutti coloro che hanno lavorato e ampiamente guadagnato sotto l’ombrello del Pd. La sinistra italiana, così come ancora ama presentarsi, è destinata a perdere a breve e a scomparire con ulteriori divisioni. E ciò non sarà per colpa di un popolo imbecille che si lascia intontire dagli slogan del centro destra. La colpa sarà sua e soltanto sua per l’incapacità di sognare e proporre una società diversa da quella nella quale viviamo, senza nemici e aperta al contributo di tutti, che abbia chiuso i conti con il passato
Massimo Carpegna
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