Come sindaco di Carpi, che vede nella crescita culturale e civile delle giovani generazioni un valore assoluto, nonché una leva fondamentale per la tenuta e il futuro della nostra città, non posso accettare che, in funzione di qualche distratto consenso digitale e di una estemporanea visibilità mediatica, venga gettata un'ombra sul lavoro dei dirigenti, degli insegnanti e del personale scolastico tutto nei nostri istituti superiori.
La Scuola carpigiana, che da anni dà vita a un’esperienza eccezionale, e ammirata all’esterno, di coordinamento e programmazione con il Patto per la scuola, dall’infanzia fino alla formazione professionale, non può essere criminalizzata perché parla di migrazioni e di inclusione, di antifascismo, o di tematiche ambientali, solo per citare i temi principali sulla cui trattazione si è appuntata l’attenzione ossessiva di alcune minoranze. Oltre all’irrispettosa delegittimazione della professionalità dei dirigenti e dei docenti, questa campagna ha come principale implicazione di gettare discredito sul nostro territorio e sulla nostra comunità, dato che per ogni rilievo mosso dalle minoranze locali c'è sempre - anche qui sulla scorta evidentemente di un marchingegno preventivamente oliato – un plateale coinvolgimento delle istanze politiche superiori, dai parlamentari ai segretari politici nazionali, su su fino ad arrivare ai ministri della Repubblica (come nel caso, a dir poco stravagante, del manuale pubblicato da un editore nazionale, contenente un giudizio ritenuto blasfemo sulle politiche contro l’immigrazione del ministro Salvini e spacciato, con sprezzo della realtà, quale “libro di testo del Liceo Fanti”).
Il tutto per rappresentare una Scuola carpigiana, in particolare nel suo segmento superiore, che sarebbe orientata all'indottrinamento e al pensiero unico, o, addirittura, alla propaganda antigovernativa, quando l’evidenza, di cui sono indizio anche gli ottimi risultati e riscontri conseguiti in attività e progetti curricolari ed extracurricolari dalle nostre ragazze e dai nostri ragazzi, è, esattamente all’opposto, quella di una Scuola che, nel garantire una preparazione orientata alla vita e al lavoro, forma innanzitutto cittadini, resi critici e consapevoli (critici perché consapevoli) delle problematiche del tempo presente e delle sfide che attendono generazioni che saranno presto adulte.
Le scuole superiori di Carpi non hanno bisogno di essere difese.
Riccardo Righi - sindaco di Carpi
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