L'articolo 90, nato con l’intento di permettere una certa flessibilità nella costituzione di staff di fiducia per i sindaci, è stato trasformato in un’arma per aggirare i concorsi pubblici e favorire una gestione privatistica delle risorse pubbliche. La decisione del sindaco Mezzetti di rinnovare i contratti di tre giornalisti senza alcun bando pubblico – come già avvenuto sotto il suo predecessore Muzzarelli – rappresenterebbe una chiara violazione dello spirito della legge e un affronto al diritto di accesso alle opportunità lavorative che dovrebbe essere garantito a tutti i cittadini, senza favoritismi.
L'Ordine dei Giornalisti dell'Emilia-Romagna ha giustamente censurato questa pratica, evidenziando come tali decisioni minino la credibilità delle istituzioni e mettano in discussione l’etica della gestione pubblica. È inaccettabile che, nel 2024, l’amministrazione comunale si permetta di aggirare i principi della meritocrazia in un settore così cruciale come quello dell’informazione.
L’assunzione di Enza Poltronieri, Lucia Maini e Maria Laura Parenti, sulla cui professionalità chiaramente non discutiamo, senza alcun processo di selezione trasparente non solo danneggia l’immagine di un’amministrazione che dovrebbe essere al servizio dei cittadini, ma sottrae opportunità ai tanti giovani professionisti che ogni giorno cercano di entrare nel mondo del lavoro attraverso i giusti canali, con competenza e sacrificio.
Invece di promuovere un sistema basato sulla competenza trasparente, Mezzetti ha scelto la strada della comodità e della velocità, perpetuando una cultura di chiusura e opacità. La proroga dei contratti di questi giornalisti, peraltro con indennità sostitutive del salario accessorio generose, mette in luce come l’amministrazione preferisca rispondere a logiche di potere interno piuttosto che dare spazio a un’effettiva apertura e rinnovamento.
Questa vicenda si pone in netto contrasto con i principi sanciti dalla legge 150/2000, che regola l’informazione e la comunicazione pubblica. È sconcertante che Mezzetti e Muzzarelli abbiano deciso di ignorare tali norme, mostrando totale disprezzo per il quadro legale che dovrebbe guidare le loro azioni.
Il presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna, Silvestro Ramunno, ha correttamente sottolineato l’importanza di rispettare la legge quando si tratta di assunzioni nel settore dell’informazione pubblica, sollevando la questione con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani.
L’incapacità di Mezzetti e Muzzarelli di governare in modo totalmente trasparente è solo l’ultimo capitolo di una gestione fallimentare che sta affossando Modena. Dalla cementificazione selvaggia alla scarsa attenzione per la sicurezza dei cittadini, le loro politiche si basano su favoritismi e interessi personali, piuttosto che sul bene comune.
L’abuso dell’articolo 90 è un simbolo di questa deriva: un’amministrazione chiusa su se stessa, incapace di rinnovarsi e di garantire opportunità eque per tutti. Modena non merita una politica così miope e autoreferenziale, ma un'amministrazione che metta al primo posto la trasparenza, la giustizia e il rispetto delle leggi.
Come candidato di Forza Italia alla Regione Emilia Romagna, mi impegno a combattere ogni forma di abuso e di favoritismo nelle amministrazioni locali. La meritocrazia deve tornare al centro della vita politica e pubblica della nostra regione. Non possiamo permettere che le istituzioni diventino strumenti di potere personale, ma dobbiamo lavorare affinché tornino a essere al servizio di tutti i cittadini, garantendo pari opportunità e rispetto delle regole.
Modena, come tutta l’Emilia Romagna, merita molto di più.
Giovanni Gidari - candidato Forza Italia alle Regionali
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