'Autotrasporto, per fermare illegalità occorre renderla sconveniente'
Attestazione Idoneità Finanziaria per imprese di Autotrasporto Conto Terzi
Società Dolce: fare insieme
La Pressa redazione@lapressa.it Notizie su Modena e Provincia
Logo LaPressa.it
Facebook Twitter Youtube Linkedin Instagram Telegram
VLP Events
articoliIl Punto

'Autotrasporto, per fermare illegalità occorre renderla sconveniente'

La Pressa
Logo LaPressa.it

L'analisi di Cinzia Franchini (Alis): 'L'obiettivo di tutti deve essere quello di rendere meno conveniente rivolgersi a queste cooperative'


'Autotrasporto, per fermare illegalità occorre renderla sconveniente'
Paypal
Da anni Lapressa.it offre una informazione libera e indipendente ai suoi lettori senza nessun tipo di contributo pubblico. La pubblicità dei privati copre parte dei costi, ma non è sufficiente. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge, e ci segue, di darci, se crede, un contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di modenesi ed emiliano-romagnoli che ci leggono quotidianamente, è fondamentale.

L'analisi presentata ieri da Alleanza cooperative italiane e da Fondazione del Monte rappresenta una radiografia del mondo dell'autotrasporto utile ad avere una visione, seppur parziale trattandosi di una analisi solo delle aziende cooperative, su cosa accade in questo settore che è e resta un pilastro dell’economia (produce diversi punti di Pil) anche del nostro territorio. Un comparto che si sviluppa tra luci ed ombre, da anni interessato e protagonista, purtroppo, di pratiche illegali diffuse e da un radicamento delle infiltrazioni malavitose. 

I dati, significativi ed emblematici, tratteggiano indiscutibilmente una situazione molto preoccupante, addirittura peggiorativa rispetto alla già allarmante analisi precedente del 2014, in piena crisi economica.

E allora ecco emergere, attraverso i numeri, le diverse criticità a partire dal dato delle imprese registrate alla CCIAA (di Modena e Ferrara) ma inattive: sono il 30%. Cosa significa? Perché un numero così significativo? 


Quasi nessuna delle coop indagate aderisce ad una associazione di rappresentanza del mondo cooperativo (appena 25 su 361). Questo tenersi lontani dalle associazioni di rappresentanza potrebbe rappresentare una volontà cosciente di eludere controlli forse più stringenti in associazione, ma a questo si somma il calo di credibilità e fiducia verso le stesse associazioni che oggi sono chiamate, in virtù dell’emorragia degli iscritti-associati, ad interrogarsi sulla loro stessa utilità. 

E ancora: se nella prima indagine, di 4 anni, fa le coop risultavano essere nate mediamente nel 1996, oggi la data di costituzione media si è spostata al 2009. Siamo di fronte insomma a realtà economiche che aprono e chiudono a ripetizione, con la facilità con cui un negoziante apre e chiude ogni giorno la serranda del proprio esercizio commerciale. Il caso Castelfrigo è purtroppo eclatante di quanto questa volatilità favorisca alcune storture per il rispetto delle norme sul lavoro e, a volte, anche apra le porte alla criminalità organizzata.

Il 68% delle coop di autotrasporto è guidata da un amministratore unico (di cui il 46% stranieri) piuttosto che un consiglio di amministrazione. Un dato anche questo sul quale riflettere con attenzione. Infatti il CdA è un organo collegiale al quale è affidata la gestione della società. Quando a  governare è invece una sola persona possono è tutto più influenzabile e ricattabile. Del resto è per contrastare questi fenomeni La Legge di Bilancio 2018 (art. 1 comma 936) interviene in materia di Governance, modificando le norme civilistiche, allo scopo di eliminare le figure dell’amministratore unico o degli amministratori senza scadenza di mandato. Le cooperative, per essere in regola, dovranno avere un organo amministrativo collegiale composto da almeno tre membri e che abbia una durata di massimo tre esercizi (rinnovabili). Le cooperative con amministratore unico o con un consiglio di amministrazione nominato a tempo indeterminato quindi si trovano, oggi, in una condizione di irregolarità, da sanare.

Altro dato da non sottovalutare è quello prettamente economico. Pur in un contesto economico in grande difficoltà il fatturato cresce. Rispetto all’indagine precedente, il campione di coop non associate registra un incremento di fatturato molto importante (diversamente da quanto avviene nelle coop associate) a cui però non corrisponde un aumento proporzionale delle marginalità. 

La verità è che molte di queste coop, che forniscono servizi appunto di trasporto, sembrano essere strumenti irrinunciabili per le aziende committenti che possono così abbattere costi di produzione, trovando servizi a basso costo e facilmente ricambiabili. 

Ed è questo, in termini economici, il punto centrale.

Se la realtà è questa, se alle imprese conviene sfruttare questo sistema cooperativo distorto, allora capiamo come questo sistema si propaghi e tenda purtroppo a peggiorare. L'obiettivo di tutti deve essere quello di rendere meno conveniente rivolgersi a queste cooperative: meno conveniente in termini di legalità (aumentando i controlli e l'attività repressiva), in termini legislativi (favorendo con sistemi fiscali premianti le cooperative in regola), ma anche - lo ribadisco - in termini strettamente economici. Dobbiamo rendere sconveniente a livello di bilanci e di spesa rivolgersi a cooperative del genere, a soggetti simili. E senza dubbio servirebbe abbassare il costo del lavoro regolare. Senza questo cambio di paradigma ogni giro di vite risulta inefficace.

Non possiamo svegliarci ogni 4 anni e capire che il mondo del trasporto e del facchinaggio è in mano a cooperative che gestiscono di fatto nuovi schiavi, altamente a rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata sempre pronta a sfruttare il lavoro e pratiche irregolari. 
Per mantenere aperti gli occhi tutti i giorni occorre cambiare la realtà e mettere in discussione il sistema-Paese. Per non rischiare che al prossimo risveglio la realtà stessa sia stata assorbita dall'incubo.

Cinzia Franchini - Alis


Redazione Pressa
Redazione Pressa

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, ..   Continua >>


 
 
 
 

Mivebo

Il Punto - Articoli Recenti
Modena: Azione sotto le aspettative, ma Zanca vince in strategia
Il commissario del partito di Calenda di meriti storici ne ha di certo, ma in queste ..
09 Luglio 2024 - 23:08
Modena, Solomita lascia: a lui non mancherà il Pd ma al Pd mancherà lui
Solomita nella sua gestione ha certamente usufruito dell’appoggio di Bonaccini e Baruffi, ..
07 Luglio 2024 - 19:59
Modena, virata a sinistra di Mezzetti: l'opposizione ringrazia
Ma per costruire le basi di qualcosa di nuovo occorre capire cosa si è sbagliato, ..
03 Luglio 2024 - 09:18
‘Mi si nota di più se non vengo?’ La sindrome dell’addio al potere di Muzzarelli
Quanto emerge chiaramente dalla prima uscita pubblica ufficiale di Mezzetti, è la distanza ..
02 Luglio 2024 - 21:47
Il Punto - Articoli più letti
Ferocia green pass, ora vivere in Italia fa davvero paura
Se regole irrazionali che nulla hanno a che vedere con la pandemia (che pur esiste sia ..
03 Febbraio 2022 - 07:40
Follia super Green pass: ora per i 50enni l'Articolo 1 non vale più
Gli under 50 pensano non è un problema loro, i vaccinati si sentono al sicuro e gli over 50..
13 Febbraio 2022 - 08:38
Orrore Green Pass: noi non dimenticheremo e non vi perdoneremo
Noi proveremo per voi compassione e fastidio, pietà e nausea. Ma non vi perdoneremo. Come ..
26 Gennaio 2022 - 11:21
Sport vietato ai 12enni senza super Green Pass: lo specchio del Male
L'Italia del premier osannato come il cavaliere bianco in grado di evitare il default, lo ha..
23 Gennaio 2022 - 10:58