'Non serve correggere il nome al Ministero se poi non si modificano le dinamiche economiche che regolano il settore. Le associazioni di categoria che hanno applaudito al lavoro del Ministro De Micheli sono le stesse che oggi chiedono di tornare a sedersi al tavolo del Governo con le identiche proposte, le stesse da almeno 10 anni. Come sa bene il Ministro Giovannini, da sempre attento osservatore del settore, l'autotrasporto è stato inondato di risorse economiche che evidentemente, guardando alla categoria, non sono servite a far fare un salto di qualità rispetto anche ai competitori europei - continua Cinzia Franchini -. In gioco c'è il futuro e la competitività del nostro paese. L'emergenza Covid ha evidenziato come l'autotrasporto e la logistica siano le colonne portanti e strategiche dell'economia italiana e come questi comparti abbiano l'estrema urgenza di interlocutori politici capaci, lungimiranti, in grado di comprendere le conseguenze nefaste di un continuo impoverimento del settore, abbandonato da anni e sempre meno concorrenziale'.
'E' per queste ragioni che diciamo basta con risorse pubbliche distribuite a pioggia per pedaggi o formazione, almeno così come sono oggi impostati. Occorre innanzitutto accendere i riflettori sul radicamento mafioso del comparto. Non passa giorno che decine di imprese vengano sequestrate o ricevano interdittive antimafia. Questo è un cancro ormai inestirpabile che sta drammaticamente ammorbando quel poco di sano che rimane. Chiediamo controlli mirati per sconfiggere le pratiche illegali; chiediamo più agenti per le ispezioni e chiediamo che questi siano adeguatamente formati - chiude Cinzia Franchini -. Un esempio su tutti quello del trasporto delle merci pericolose, tra le quali ad esempio rientra il vaccino Pfizer che va trasportato a temperature molte basse. Ebbene, nonostante la delicatezza del tema, come drammatici fatti di cronaca dimostrano, si contano sulle dita di poche mani i controllori in grado di fare le adeguate verifiche in questo campo a causa della totale mancanza di formazione che gli stessi agenti denunciano.



