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Puntare alla tracotanza, ma nel mondo dei furbi immanicati la cosa giusta non è giusta

Puntare alla tracotanza, ma nel mondo dei furbi immanicati la cosa giusta non è giusta

Andando a fondo i temi davvero chiave del libro restano tre, che rappresentano il vero enigma che il lettore dovrà risolvere. Due più evidenti, uno per pochi


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Elogio della tracotanza. È un libro molto complicato quello del nostro amico e direttore Giuseppe Leonelli. Già dal titolo. Però scorre incredibilmente veloce. Alle atmosfere classiche e filosofiche nelle quali ci fa immergere, alterna squarci di quotidiano, ma quotidiano profondo. C'è Manzoni: quei personaggi dei Promessi Sposi che ci perseguitano dalla prima superiore e che pochi di noi avevano davvero compreso. Lui sì. A fondo. Nelle loro miserie personali, stereotipi delle nostre. C'è Tolstoj di Guerra e pace, che ci ha fatto dormire da bambini e da grandini, forzati dalla mamma e dalla prof. Ma lui ci fa scoprire che l'autore, ricco e nobile, ha donato i suoi averi e come San Francesco s'è vestito d’un saio. La generosità incondizionata, quella che ritroviamo anche in papà Leonelli. C'è il Green Pass, c'è De Andrè, c'è Ligabue - quello dei quadri naif.
Ma ci sono anche Ettore e la signora Maria. Che non fa i tortelli, ma denuncia la connivenza e la corruzione fra pubblico e privato e fa saltare il banco. E lo paga in prima persona, con l'isolamento sociale e lavorativo: simbolo di una certa modenesità che Leonelli combatte da sempre. Come Don Chisciotte - e c'è anche lui.
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Perché la tracotanza porta a credere che la cosa giusta sia la cosa giusta, ma nel mondo reale, quello medio, quello dei furbi immanicati, non è mai così.
 

Ci sono anche i vincitori: Baggio: che su un rigore s’è giocato una carriera, ma è lui che ha vinto. Pantani: che la mafia l'ha affossato, ma è lui che ha vinto. L'apparenza non è delle migliori: ma anche questa è la tracotanza di Leonelli.
 

Quella che straborda nella sua ampia conoscenza dell'arte e della religione. Che sembrano essere i temi di sottofondo del testo, fra ricordi, esperienze, mostre, sacre scritture e letture. Fra mulini a vento contro i quali combattere inutilmente e deserti di solitudine. Ma andando a fondo i temi davvero chiave del libro restano tre, che rappresentano il vero enigma che il lettore dovrà risolvere. Due più evidenti, uno per pochissimi. Una sfida nella sfida, per un libro che oltre a regalare riflessioni potrà offrire passioni.
 

Al primo impatto ci ha ricordato Piccola filosofia per i non filosofi, di Friedhelm Moser. L'autore, esattamente come Leonelli, coniuga profonde riflessioni e passeggiate cittadine, concetti astratti e personaggi più che reali. Ma c'è molto di più. C'è molta autoanalisi, molta autocommiserazione, molta autocritica, molta autostima.
Una precoce consapevolezza, che normalmente arriva un ventennio dopo o mai. Un mix poco coerente, poco stabile, acqua e olio, che a un occhio attento mostra ben altro.
 

Perché Leonelli è un furbacchione. Ci convince davvero che la vera vittoria è nella sconfitta, ma intanto lui gioca per vincere. Ci convince davvero che le colonne d'Ercole sono un limite. Ma per lui lo sono?
 

No, non lo sono. Le colonne d’Ercole non sono il limite, ma sono l’inizio, la partenza verso l’oltre di se stessi. Ma vanno superate con i giusti mezzi, e Leonelli l'ha capito. Con il finto perdono, con il Maggiolone, ma non basterà. Come non basteranno poche frasi sapientemente disposte in un libro a fare passare il messaggio della svolta.
 

Perché dietro a un libro così profondo ma enigmatico ci sono lettori che leggono, ma non è detto che siano pronti a ricevere. Non c'è neanche la certezza che chi lo dovrebbe leggere lo leggerà, in realtà. Al massimo c'è la speranza del passaparola di qualche comare.
 

Ma anche questa è la tracotanza.
 

Magath
 

Il libro (edizioni Etabeta) è disponibile sulle principali piattaforme web: EtaBeta, Amazon, Feltrinelli, Libraccio, Mondadori...
A Modena è acquistabile in vetrina anche presso Osteria Antica ferramenta in corso Canalchiaro 95

Foto dell'autore

Dietro allo pseudonimo Magath un noto personaggio modenese che racconterà una Modena senza filtri. La responsabilità di quanto pubblicato da Magath ricade solo sul direttore della testata.  Ci sono...   

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