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A Modena nord il primo distributore a idrogeno, nell'area dell'inceneritore il centro di produzione

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Firmato un protocollo di intesa tra enti per la creazione di un polo per la produzione e la ricerca. Seta avrà un distributore per i bus pubblici in sede


A Modena nord il primo distributore a idrogeno, nell'area dell'inceneritore il centro di produzione
Due stazioni di rifornimento di idrogeno, una specifica per il trasporto pubblico locale; due impianti di elettrolisi per la sua produzione; uno presso il termovalorizzatore, l’altro nell’area della discarica; lo sviluppo di un Centro di eccellenza per la ricerca e la formazione. 

I contenuti, già illustrati nei mesi scorsi in un convegno, del progetto per la creazione di una Hydrogen Valley nel territorio modenese, hanno preso in queste ore forma in un protocollo d’intesa sottoscritto da Comune, Unimore, gruppo Hera, Snam spa, Enea, Seta spa, Cap Consorzio aree produttive, Fondazione Democenter Sipe e l’Agenzia per l’energia e lo sviluppo sostenibile Aess.

L’iniziativa rientra nella strategia del Patto dei sindaci che si propone di accelerare la decarbonizzazione dei territori, rafforzare la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici e garantire ai l’accesso ai principali servizi energetici.

Obiettivi che sono coerenti con la Missione 2 del Pnrr (Rivoluzione verde e transizione ecologica), il Piano nazionale di ripresa e resilienza che prevede proprio una misura per sostenere la produzione di idrogeno in aree industriali dismesse per promuovere la produzione locale e l’uso di idrogeno nell’industria e nel trasporto locale.

Le prime stazioni di rifornimento

Una delle due stazioni di rifornimento è ipotizzata nel quadrante nord della città, nei pressi del casello autostradale di Modena Nord, mentre l’altra, a servizio dei bus, verrebbe collocata nell’area della sede operativa di Seta.

L'impianto per la produzione di idrogeno

L’impianto per la produzione di idrogeno da elettrolisi troverà sede presso il termovalorizzatore. Ciò permetterebbe di ridurre l’ingombro dei rifiuti solidi urbani non riciclabili producendo, attraverso una turbina a vapore, energia elettrica e termica, una parte della quale – spiegano i tecnici – “è considerata rinnovabile perché prodotta con la frazione biogenica di rifiuti è potrà essere utilizzata per alimentare un impianto di elettrolisi per produrre idrogeno verde” chiudendo così il ciclo dei rifiuti.

Nell’area di via Caruso dovrebbe essere creato un impianto di elettrolisi per la produzione di idrogeno e un campo fotovoltaico con i pannelli da collocare su sommità e versanti della discarica

Il progetto del Centro nasce nell’ambito dell’iniziativa di Snam lanciata nel 2021 e denominata Snam H2 (Hydrogen) Innovation Center, piattaforma di ricerca e formazione che coinvolge enti universitari di ricerca e formazione nazionali e internazionali. La struttura di Modena si propone di facilitare la creazione di un solido polo produttivo sulle tecnologie legate all’Idrogeno mediante: la creazione di laboratori, spazi per startup, percorsi educativi a livello di scuole superiori e universitarie, una vasta rete di aziende in grado di collaborare e fare sinergia tra loro. Il centro avrà anche la funzione di effettuare ricerca di base e applicata al fine di supportare il tessuto produttivo.

“Il polo – spiega il documento - ha l’ambizione di diventare un Centro di Eccellenza Innovation Hub su idrogeno e Fuel Cell in Emilia-Romagna e a livello nazionale, incubatore di startup e centro dimostrativo sulla generazione di idrogeno green e sul suo utilizzo in Fuel Cell; esso si baserà anche sul Centro Interdipartimentale H2 Mo.Re di Unimore, di recente creazione, a cui hanno aderito più di cento ricercatori di diverse aree del sapere”.


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