'Ci chiediamo, qual è la ragione per andare a modificare l’attuale assetto della Governance di Aimag considerando il buon livello di servizi che l’azienda eroga e anche gli ottimi risultati industriali raggiunti? L’attuale dirigenza Aimag non è ritenuta in grado di redigere un piano industriale in autonomia? Perché reinserire soci privati nel Consiglio di Amministrazione, a scapito della componente pubblica, dopo che nel lontano 2016 erano stati tolti, giustamente, a causa dell’obbligo di ridurre i membri dei cda delle partecipate (Legge Madia)? - afferma Rifondazione -. L’attuale crisi sociale, economica e climatica, diretta conseguenza di un modello di sviluppo basato esclusivamente sul libero mercato e sul profitto di pochi, dovrebbe aver fatto comprendere che c’è bisogno di più pubblico e meno privato, e che i beni comuni come l’acqua, l’energia, o i servizi fondamentali come la gestione dei rifiuti devono tornare sotto il pieno controllo del pubblico e in particolare dei Comuni, se si vuole perseguire l’interesse collettivo, ambiente compreso, e non solo quello degli azionisti. Certo non è semplice ripristinare il controllo e l’interesse pubblico dopo decenni di privatizzazioni, ma non è impossibile e la campagna “Riprendiamoci il Comune” a cui invitiamo, sindaci, assessori, consiglieri e cittadini ad aderire, è un passo in quella direzione'.
Aimag, sempre più vicino il controllo da parte di Hera
Rifondazione: 'Formalmente il controllo di Aimag rimane in mano pubblica, ma nei fatti sarà Hera a deciderne lo sviluppo industriale'
'Ci chiediamo, qual è la ragione per andare a modificare l’attuale assetto della Governance di Aimag considerando il buon livello di servizi che l’azienda eroga e anche gli ottimi risultati industriali raggiunti? L’attuale dirigenza Aimag non è ritenuta in grado di redigere un piano industriale in autonomia? Perché reinserire soci privati nel Consiglio di Amministrazione, a scapito della componente pubblica, dopo che nel lontano 2016 erano stati tolti, giustamente, a causa dell’obbligo di ridurre i membri dei cda delle partecipate (Legge Madia)? - afferma Rifondazione -. L’attuale crisi sociale, economica e climatica, diretta conseguenza di un modello di sviluppo basato esclusivamente sul libero mercato e sul profitto di pochi, dovrebbe aver fatto comprendere che c’è bisogno di più pubblico e meno privato, e che i beni comuni come l’acqua, l’energia, o i servizi fondamentali come la gestione dei rifiuti devono tornare sotto il pieno controllo del pubblico e in particolare dei Comuni, se si vuole perseguire l’interesse collettivo, ambiente compreso, e non solo quello degli azionisti. Certo non è semplice ripristinare il controllo e l’interesse pubblico dopo decenni di privatizzazioni, ma non è impossibile e la campagna “Riprendiamoci il Comune” a cui invitiamo, sindaci, assessori, consiglieri e cittadini ad aderire, è un passo in quella direzione'.
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