Non è ancora terminato il blocco dei licenziamenti, previsto dai vari decreti Covid, ma 'a Modena nelle ultime settimane si assiste ad una recrudescenza di scelte imprenditoriali speculative, che mettono a rischio 400 lavoratori'. Lo segnala la segreteria Cgil in città, citando i casi della Manifattura Riese di Carpi, dell'Ondulati Maranello e dell'Unifer Navale di Finale Emilia: vengono definiti 'l'esempio di come non si deve uscire dalla crisi della pandemia con chiusure, delocalizzazioni e con licenziamenti di massa gettando nello sconforto centinaia di famiglie'. A parlare è l'ex segretario Fiom Cesare Pizzolla, oggi nella segreteria della Camera del lavoro, che aggiunge incalzando Confindustria e soci: 'Se queste sono le modalità con cui qualche imprenditore, nel totale silenzio delle associazioni d'impresa, pensa di poter avere mano libera tra pochi mesi al termine del blocco dei licenziamenti, troverà la risposta di tutta la società civile per evitare che le aziende si riorganizzino attraverso i licenziamenti, anziché utilizzare gli strumenti esistenti per rilanciare l'impresa tutelando al tempo stesso l'occupazione'.
Esclamando dunque il proprio 'no a licenziamenti unilaterali' e promettendo 'ogni azione utile per contrastarli', il sindacato chiede a tutta la società civile di 'fare quadrato intorno a quelle crisi aziendali che vedono il territorio derubato del bene primario che è il lavoro, non solo come fonte di reddito, ma anche come espressione di dignità della persona'.
Cgil: 'Riese, Unifer e Ondulati, no a licenziamenti unilaterali'
'A Modena nelle ultime settimane si assiste ad una recrudescenza di scelte imprenditoriali speculative, che mettono a rischio 400 lavoratori'
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