La condizione peggiore, tra le dieci città monitorate, era quella di Torino, dove sono risultati pienamente in regola appena il 2,2% degli immobili in affitto breve, seguita da Bologna, Napoli e Firenze, con il 5,6%. Catania registra il 6,7%, Lecce il 7,8% e Venezia il 10. Milano registrava il 17,7% e Roma il 19% (il miglior dato, in questo sconfortante quadro).
Il monitoraggio è stato effettuato a novembre, quindi siamo fiduciosi che molte strutture nel frattempo si siano adeguate, o almeno abbiano programmato di farlo, certo è che il gap da recuperare per raggiungere la piena legalità è enorme, e i fatti di cronaca non incoraggiano i nostri auspici. In realtà nemmeno i dati del Ministero del Turismo lo fanno: ad oggi, oltre il 21% delle strutture registrate non ha ancora il CIN, il che si traduce, per gli affitti brevi, a circa il 30% (se non si sono regolarizzati con il codice, figuriamoci sull’adozione dei dispositivi di sicurezza).
A peggiorare la situazione, la nuova dicitura, dal sapore di una vera e propria beffa, apparsa su una nota piattaforma, per avvertire gli utenti sull’adozione dei dispositivi di sicurezza: “L’host non ha segnalato la presenza di un rilevatore di monossido di carbonio nell’alloggio. Ti consigliamo di portare un rilevatore portatile durante il viaggio.” Idem per estintori e allarmi antincendio.
Un inaccettabile scarico di responsabilità sui consumatori, che per soggiornare in sicurezza, dovrebbero munirsi dei dispositivi che, secondo la legge, gli host sono tenuti a installare.
Non è la sola stranezza presente tra i termini e le condizioni a cui gli utenti devono sottostare, un’altra riguarda il totale disinteressamento delle piattaforme verso la tutela degli utenti, nel
In tal senso è sempre più necessario, a nostro avviso, imporre a tutti i portali web e canali di vendita che veicolano affitti brevi l’obbligo di escludere le strutture prive del Codice Identificativo Nazionale e delle dotazioni essenziali di sicurezza e prevedere la sospensione della possibilità di affittare in forma breve appartamenti e camere per chi non rispetta le regole e persino la revoca definitiva dell'autorizzazione, in caso di non ottemperanza e recidiva.


