Le case automobilistiche chiedono all'Unione Europea di attivare una rara procedura d'emergenza per rinviare di due anni l'applicazione, prevista per il 2025, delle sue norme più severe sulle emissioni di CO2. E' quanto contenuto, scrive l'Afp, in un documento informale citato da Bloomberg e Le Monde. Secondo Le Monde di sabato, il documento non firmato proviene da Renault e dal Ceo del gruppo, Luca de Meo, che è anche presidente dell'Associazione europea dei costruttori di automobili (Acea) a Bruxelles. Secondo il quotidiano, 'l'obiettivo di questo documento è di rinviare dal 2025 al 2027 l'inasprimento del cosiddetto standard CAFE (Corporate Average Fuel Economy)', che fissa una soglia media di emissioni di CO2 per tutti i veicoli venduti, pena l'applicazione di multe. 'Le sanzioni potrebbero raggiungere i 13 miliardi di euro per le autovetture e i 3 miliardi per i veicoli commerciali', avverte il documento.
Norme emissioni Co2, le case automobilistiche chiedono rinvio
L'obiettivo del documento è di rinviare dal 2025 al 2027 l'inasprimento del cosiddetto standard CAFE
Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.
Bper, primo trimestre 2026 in forte espansione: utile a 549 milioni
L'Aftermarket dell'auto, settore da 31 miliardi che punta ancora sul motore a scoppio
Carpi, svolta in Cmb: dopo quasi 30 anni Carlo Zini lascia la sedia di presidente
Da Zero a Cento, storie di impresa: sul palco del Mef l'eccellenza emiliana
Articoli Recenti
Modena, Domus assistenza: fallito tentativo di conciliazione, scatta lo sciopero
Despar Nord accelera in Emilia: Modena e Bologna guidano la nuova stagione della crescita
Pietro Segata, nuovo presidente di Agci imprese sociali: 'Benessere dei lavoratori è una priorità'
Fotovoltaico, aree idonee: le novità della nuova legge regionale


