Non si placa lo scontro tra Hera (qui la risposta) e sindacati sulla modalità d'uso delle 'ferie forzate' nella fase di emergenza coronavirus.
'Francamente non ci stupiamo più di nulla, già precedentemente non era chiaro il principio di “equità” applicato, ora comprendiamo che non vi è alcun criterio, se non quello di produrre una becera media che determini un solo risultato: consumare 10 giorni di ferie di ogni dipendente - scrivono in una nota Cgil, Cisl e Uil -. Spicca in negativo il comportamento del Gruppo HERA, in particolare in questo momento di difficoltà, quando ci si sarebbe aspettato da chi è alla guida di aziende come questa, un sacrificio in più rispetto ad altri. Tanti dirigenti e manager nel Paese stanno rinunciando a compensi o parte dei propri stipendi per il bene e per la sopravvivenza delle proprie aziende e del Paese, mentre nel Gruppo HERA, paradossalmente, i “vertici” pretendono che il sacrificio arrivi esclusivamente dai lavoratori (altro che “equità”). Proprio qui dove la media della retribuzione mensile dei dirigenti è quattro volte superiore a quella di impiegati ed operai e, soprattutto, le ferie pregresse dei dirigenti sono mediamente dieci volte superiori a quelle eventualmente residue degli impiegati e operai (la quasi totalità, infatti, le fruisce integralmente entro la fine dell’anno di maturazione), una gestione veramente equa della fruizione delle ferie avrebbe dovuto indurre la DCPO a realizzare un piano di smaltimento proporzionale, non invece la media pro-capite, confondendo maturande, maturate e pregresse. Come già sottolineato, i dipendenti non si sottraggono mai dal dare il proprio contributo per il bene dell’azienda soprattutto in questi momenti difficili, ma ci saremmo tutti aspettati che l’esempio partisse dall’alto. Ma anche su questo il Gruppo HERA è una voce fuori dal coro'.
'Aggiungiamo poi che nelle aziende del settore si procede in modo differente dal Gruppo Hera sia nel metodo che nel merito. Da nessuna parte si sono imposte ferie forzate senza condivisione e accordi con i sindacati.
'Continuiamo ad auspicare vivamente e a lavorare affinchè si giunga ad una rapida soluzione su tutti i temi ancora aperti, per il bene di tutti i lavoratori, e non rinunceremo a far valere i loro diritti a partire dalle azioni individuate nei precedenti comunicati sindacali. Questo non è il periodo in cui si deve dimostrare chi è il più forte, non è il momento delle forzature unilaterali, è il momento delle sinergie e della collaborazione, il nemico è comune a tutti noi e si chiama COVID-19'.


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