Dispiace perchè a rimetterci non sono tanto le nostre testate giornalistiche, uniche a proporre un faccia a faccia tra Bassoli e la sua competitor Letizia Budri prima del ballottaggio, ma ad essere penalizzati sono prima di tutto i mirandolesi. Così come non risulta pertinente il confronto con la scelta dell'uscente Alberto Greco nel 2019 come sottolinea correttamente la collega Antonella Cardone (qui).
I cittadini non potranno ascoltare dai due aspiranti sindaci come si è arrivati agli apparentamenti noti, cosa cambierà nell'approccio tra il primo turno (dove correvano 4 candidati sindaci) e il secondo turno, che tipo di rapporto vi sarà con l'elettorato dei 5 Stelle che ha lasciato libertà di coscienze e che dialogo vi sarà con l'elettorato di Giorgio Siena il quale ha deciso di sostenere Bassoli.
O almeno non potranno ascoltare la posizione di Bassoli perchè egli ha così deciso. E questo non è un bene per nessuno. Per la politica, per gli elettori, per i lettori e per il giornalismo stesso. Indipendentemente da chi vincerà al secondo turno, perchè - sembra impossibile - ma vi sono cose più importanti rispetto al 'vincere' o al 'perdere'.
Pazienza. Bassoli parla di 'una campagna elettorale caratterizzata da una forte polarizzazione per lo più finalizzata alla ridicolizzazione dell’avversario allontanandoci sempre dai contenuti e dalle proposte'. Cosa vi sia di ridicolo in un confronto alla pari, moderato da giornalisti di testate diverse, con linee editoriali diverse, con stili diversi, lo sa solo il candidato Pd.
Giuseppe Leonelli

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