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Modena, marea di cittadini in piazza col sindaco Mezzetti: non è retorica, è una 'social catena'

Modena, marea di cittadini in piazza col sindaco Mezzetti: non è retorica, è una 'social catena'

I 5mila, 6mila cittadini che sono scesi in strada rispondendo all'appello del loro sindaco, Massimo Mezzetti, hanno espresso un bisogno umano atavico


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L'ombra della retorica nei discorsi pronunciati dal palco era ed è inevitabile. Ma nella marea umana che ieri sera si è riunita in piazza Grande a Modena, c'era qualcosa di più e che nulla aveva di artefatto o superficiale. I 5mila, 6mila cittadini che sono scesi in strada rispondendo all'appello del loro sindaco, Massimo Mezzetti, hanno espresso un bisogno umano atavico. Un bisogno che va oltre l'appartenenza politica e - in parte - anche oltre la razionalità. E' il bisogno - nel momento della prova e dello smarrimento - di sentirsi parte di qualcosa di più grande rispetto a se stessi. E' la necessità di poter dire 'noi' e non solo 'io', pur sapendo che è in parte illusorio, ma che c'è qualcosa di vero. Leopardi, in uno sprazzo di ottimismo, la chiamava 'social catena', quella capacità dell'uomo di fare 'fronte comune' per andare avanti, per sopravvivere nonostante lo sconforto, il non senso. Per alleviare il dolore.

 

Modena sabato ha vissuto una delle pagine più terribili della propria storia. Dall'orrore di via Emilia non si può tornare indietro, quelle immagini hanno distrutto l'esistenza dei feriti più gravi e lasciato in ognuno un senso di angoscia indescrivibile, il nulla alle spalle, il vuoto dietro e un terrore irrazionale, per citare Montale.
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No, da quell'auto impazzita che fa crollare sicurezze e protezioni non si torna indietro, ma si può e si deve andare avanti. Ieri sera quella piazza ha gridato quel bisogno.

 


 

Qualche sgrammaticatura dal palco c'è stata, qualche tentativo di autoassolversi e di puntare il dito contro i critici, i 'loro' sbagliati, si è registrato, ma negli occhi del sindaco Mezzetti che ha chiamato a raccolta i suoi cittadini, si è letto il desiderio di chi - coi mezzi, l'umanità, la buona fede che ha - si fa carico di indicare una via di speranza oltre il buio della follia. 'Dov'è Dio adesso?' si chiedeva Elie Wiesel. Un grido che ancora si ripete nei drammi che ogni uomo deve affrontare. Personali e collettivi. E chiederselo insieme, cercare insieme una risposta, forse fa meno paura.
Da domani ci sarà tempo per discutere, anche rischiando strumentalizzazioni e minimizzazioni. Ma con la ferita ancora aperta, raccogliersi nel 'noi', unirsi intorno al sindaco che oggi ha l'onere e il dovere di rappresentare l'intera città, è stata la prima medicina d'emergenza.
Giuseppe Leonelli
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Direttore responsabile della Pressa.it.
Nato a Pavullo nel 1980, ha collaborato alla Gazzetta di Modena e lavorato al Resto del Carlino nelle redazioni di Modena e Rimini. E' stato vicedirettore...   

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