Modena sabato ha vissuto una delle pagine più terribili della propria storia. Dall'orrore di via Emilia non si può tornare indietro, quelle immagini hanno distrutto l'esistenza dei feriti più gravi e lasciato in ognuno un senso di angoscia indescrivibile, il nulla alle spalle, il vuoto dietro e un terrore irrazionale, per citare Montale. No, da quell'auto impazzita che fa crollare sicurezze e protezioni non si torna indietro, ma si può e si deve andare avanti. Ieri sera quella piazza ha gridato quel bisogno.
Qualche sgrammaticatura dal palco c'è stata, qualche tentativo di autoassolversi e di puntare il dito contro i critici, i 'loro' sbagliati, si è registrato, ma negli occhi del sindaco Mezzetti che ha chiamato a raccolta i suoi cittadini, si è letto il desiderio di chi - coi mezzi, l'umanità, la buona fede che ha - si fa carico di indicare una via di speranza oltre il buio della follia. 'Dov'è Dio adesso?' si chiedeva Elie Wiesel. Un grido che ancora si ripete nei drammi che ogni uomo deve affrontare. Personali e collettivi. E chiederselo insieme, cercare insieme una risposta, forse fa meno paura.
Da domani ci sarà tempo per discutere, anche rischiando strumentalizzazioni e minimizzazioni. Ma con la ferita ancora aperta, raccogliersi nel 'noi', unirsi intorno al sindaco che oggi ha l'onere e il dovere di rappresentare l'intera città, è stata la prima medicina d'emergenza.
Giuseppe Leonelli

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