Ad esempio, dopo appena due mesi dall'interdittiva antimafia che li aveva colpiti nel 2013, i fratelli hanno costituito e avviato una nuova società di trasporti e viaggi turistici, la Cospar, intestandone le quote all'ingegnere di origini crotonesi Nicola Pangalli. Gli accertamenti bancari hanno però rilevato che la costituzione della Cospar da parte di Pangalli è avvenuta con risorse provenienti dai Muto, transitate sui conti di una società 'cartiera'. Confermati da ultimo i rapporti tra i Muto e altri imprenditori già condannati per aver fatto parte del sodalizio 'ndranghetistico emiliano Giuseppe Giglio e i fratelli Palmo e Giuseppe Vertinelli. Intanto, dopo la conclusione del rito abbreviato di Bologna, con condanne per oltre 260 anni di carcere a 48 imputati, prosegue a Reggio Emilia il rito ordinario del processo legato all'inchiesta 'Grimilde' (iniziato a dicembre del 2020), che vede alla sbarra 22 persone. Al centro del dibattimento le attività illecite della cosca Grande Aracri, con riferimento in questo caso ai suoi interessi a Brescello e nella Bassa reggiana.
Mafie a Reggio Emilia, sequestro da 10 milioni ai fratelli Muto
Nella lista compaiono cinque aziende del settore degli autotrasporti e immobiliare, del valore complessivo di 3 milioni, e sei immobili
Ad esempio, dopo appena due mesi dall'interdittiva antimafia che li aveva colpiti nel 2013, i fratelli hanno costituito e avviato una nuova società di trasporti e viaggi turistici, la Cospar, intestandone le quote all'ingegnere di origini crotonesi Nicola Pangalli. Gli accertamenti bancari hanno però rilevato che la costituzione della Cospar da parte di Pangalli è avvenuta con risorse provenienti dai Muto, transitate sui conti di una società 'cartiera'. Confermati da ultimo i rapporti tra i Muto e altri imprenditori già condannati per aver fatto parte del sodalizio 'ndranghetistico emiliano Giuseppe Giglio e i fratelli Palmo e Giuseppe Vertinelli. Intanto, dopo la conclusione del rito abbreviato di Bologna, con condanne per oltre 260 anni di carcere a 48 imputati, prosegue a Reggio Emilia il rito ordinario del processo legato all'inchiesta 'Grimilde' (iniziato a dicembre del 2020), che vede alla sbarra 22 persone. Al centro del dibattimento le attività illecite della cosca Grande Aracri, con riferimento in questo caso ai suoi interessi a Brescello e nella Bassa reggiana.
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