esecuzione di altra ordinanza di custodia cautelare in carcere, con l’accusa di violenza sessuale pluriaggravata, rapina e lesioni ai danni di una donna di 52 anni; fatti avvenuti il 19 agosto 2025 sempre all’interno del percorso natura dei laghetti di Sant’Anna in Modena. Nel corso delle indagini svolte dopo il primo arresto, la Squadra Mobile era venuta a conoscenza di un’altra aggressione simile, accaduta negli stessi luoghi il 23 maggio scorso, che la vittima non aveva inizialmente denunciato. La stessa aveva riferito della patita aggressione, fornendo alcuni dettagli: descriveva l’aggressore come un giovane, carnagione olivastra, a bordo di una bicicletta blu, travisato da sottocasco, con uno zaino in stoffa e occhiali da sole; dopo averla raggiunta alle spalle, l’aggressore la trascinava all’interno della vegetazione, puntandole una pistola, al fine di consumare la violenza sessuale, ma la donna riusciva a liberarsi dalla presa e fuggire. L’aggressore veniva descritto con le medesime caratteristiche fisio-somatiche che aveva ricordato la vittima di agosto. La donna l'11 ottobre scorso formalizzava dinanzi al pubblico ministero denuncia-querela.
I precedenti
Già durante l’attività di perquisizione svolta il 30 settembre scorso nel contesto della ricerca delle tracce relative alla violenza sessuale commessa ad agosto, la Squadra Mobile aveva rinvenuto e sequestrato al giovane un berretto blu, un sottocasco, uno zainetto in stoffa e una bicicletta blu, poi risultati essere quelli utilizzati nell’aggressione di maggio.Sempre nel corso delle indagini, riconoscendo la metodica della serialità nell’agire dell’uomo, venivano analizzati episodi simili avvenuti in questa Provincia, caratterizzati dalle stesse modalità di aggressione con finalità di violenza sessuale, il cui autore era rimasto ignoto. Tale ricerca consentiva di risalire a un tentativo di violenza sessuale commesso la sera del 12 febbraio a Castelfranco Emilia ai danni di una donna, nel parcheggio della palestra dalla stessa frequentata. In questa circostanza, un giovane si appostava nel parcheggio esterno di una polisportiva, travisato da uno scaldacollo, e attendeva che la donna parcheggiasse la propria auto e scendesse dalla vettura, per sorprenderla alle spalle, afferrarla, cingendole un braccio al collo, buttarla per terra e quindi trascinarla di peso nella vegetazione del fosso antistante il parcheggio.
Nella foto, Mario Paternoster, Dirigente Capo della Squadra Mobile di Modena e una immagine dei laghetti di S.Anna



