Articoli La Nera

Omicidio stradale: il 20enne arrestato dimorava nel campo nomadi abusivo a San Matteo

Omicidio stradale: il 20enne arrestato dimorava nel campo nomadi abusivo a San Matteo

L'area già al centro della cronaca per degrado e per essere base operativa di gruppi criminali


1 minuto di lettura

L'area occupata abusivamente da anni da gruppi di nomadi nel comune di Modena in località San Matteo lungo la strada Canaletto di fatto sotto al viadotto TAV, di nuovo al centro della cronaca. Dopo essere stata eletta a domicilio per lo sconto di pena di pregiudicati ed essere stata base anche per una banda criminale che effettuava rapine scardinando Bancomat, l'area al centro anche di dibattito politico sull'ipotesi di sgombero e di smantellamento, è tornata ad esserlo per il grave fatto di cronaca che ha scosso in queste ore la città.
La morte di una donna travolta a bordo di un'auto dal mezzo guidato da un ventenne senza patente che a forte velocità e con semaforo rosso ha provocato l'incidente mortale all'incrocio tra via Nonantolana, Ciro Menotti e Albareto.
Auto con a bordo quattro giovani di cui due minori. Tre, tra cui il ventenne alla guida, subito catturati dai carabinieri che hanno sventato la loro fuga a piedi e dei quali uno solo rimane ricercato. Il guidatore dimorava appunto nel campo abusivo di via Canaletto.
Il caso che riaccende l'attenzione su una condizione di illegalità e degrado di fatto mantenuta tale anche da mancati provvedimenti sul fronte istituzionale. Area al centro alcuni anni fa per un altro sconvolgente fatto di cronaca.
La morte di un bambino piccolo derivata dalle complicazioni per la mancata tempestiva assistenza rispetto ad una patologia.

Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

La Pressa
Logo LaPressa.it

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati