L'udienza di convalida dell'arresto Salim El Koudri, inizialmente prevista per le 14 di oggi, è stata rimandata alle 9,30 di domani. Nel corso dell'udienza davanti al gip, l'indagato potrà decidere se rispondere alle domande o avvalersi della facoltà di non rispondere, come fatto nell'interrogatorio con i pubblici ministeri.
'Sono uscito perché quel giorno morivo. Non volevo fare del male a nessuno', sono le parole, come riporta l'Ansa, che Salim El Koudri avrebbe detto in un colloquio in carcere con il suo legale, l'avvocato Fausto Giannelli, riferendosi a quanto successo sabato.
'Andavo più forte che potevo', ha detto anche. E quando è stato informato delle condizioni dei feriti, tra cui la donna che ha perso le gambe, avrebbe risposto: 'Che cosa tremenda'. Salim El Koudri nel corso del colloqui col suo avvocato avrebbe chiesto sigarette, ma anche una Bibbia e di poter parlare con un prete. Le richieste sono di una persona che non risulta battezzata, ma che neppure frequentava la comunità islamica locale di Ravarino, diversamente dai suoi familiari. Il fermato per i fatti di Modena si trova in isolamento.
Giannelli ha chiesto che il 31enne venga visitato da un medico in ospedale. E poi chiederà la perizia psichiatrica. 'È la cosa più urgente', ha detto il legale dell'uomo.
'Non si è reso conto dell'accaduto, sembra in una situazione di confusione mentale. Sembra rivivere per la prima volta la memoria quando gli racconto quello che è successo sabato. È in una condizione di assoluta confusione, non sembra lucido. Apatico in certi momenti, sorpreso quando si ricorda quello che è capitato. Assolutamente inconsapevole', ha detto.'Ho bisogno di qualcuno che mi capisca', ha detto l'uomo incontrando il suo avvocato in carcere. 'Lui non m'ha nemmeno chiesto di incontrare la famiglia, gli ho detto io che chiederò un'autorizzazione al colloquio e lui mi ha detto 'Ah, sì, va bene, ma loro vogliono?', ha spiegato Giannelli.
Parlando con l'avvocato, El Koudri ha riferito di essersi rivolto nel 2022 al centro di salute mentale perché si sentiva perseguitato e di avere iniziato a prendere delle pastiglie. La famiglia non era a conoscenza del percorso di cure intrapreso dal ragazzo e interrotto nel 2024. Nell'ultimo periodo il giovane stava sempre più spesso da solo, parlava da solo, stava a lungo su telefono e pc. I genitori avevano capito che stava male, non era lucido.
Diversamente da lui, la famiglia 'è pienamente lucida, ha chiesto dei feriti. Sono annichiliti dal dolore per le persone ferite, per la donna che ha perso le gambe', ha riferito l'avvocato. 'Mi hanno chiesto più dei feriti che del figlio, poi mi hanno chiesto del figlio perché sono consapevoli della gravità del fatto. La famiglia è chiusa nel dolore, ma ha compreso la gravità'. 'Mi hanno detto che l'unica cosa a cui pensano e per cui pregano è la salute delle persone ricoverate in ospedale, che è la cosa più importante', ha ribadito.



