'Si tratta di aree contenenti sia cumuli di rifiuti da avviare alla divisione (che ancora stanno tenendo impegnati i vigili del fuoco, ndr), sia blocchi di rifiuti pressati e compattati, da avviare a smaltimento e riciclo' - conferma il Comando provinciale dei vigili del fuoco impegnato sul posto dalle ore 18 di ieri con 15 unità. Per circoscrivere prima e per mettere in sicurezza poi, l'area interessata dalle fiamme. Che sarà presidista e monitorata per giorni. E che ha generato una non certo circoscrivibile e limitabile nuvola di fumi e gas che Arpae ha iniziato a monitorare già, dai momenti successivi all'incendio sviluppatosi nel momento in cui l'impianto era di fatto chiuso. Al nostro arrivo anche gli accessi principali erano privi di vigilanza e l'area di accesso, pur monitorata dalle telecamere, è stata limitata, anche per gli operatori oltre che per i curiosi, solamente dai Vigili del Fuoco e gli agenti della Polizia Municipale.
In attesa dei dati ufficiali delle rilevazioni Arpa e delle centraline di monitoraggio, è stata alta da subito, la preoccupazione dei cittadini alla vista della nuvola di fumo ben visibile già anche dall'area pedemontana e dalla bassa. Visibile come un enorme fungo a decine di chilometri di distanza. Come stamattina, dopo una notte che i Vigili del Fuoco hanno trascorso sul posto, per arginare prima le fiamme e poi procedere al graduale spegnimento che trattandosi anche di rifiuti compattati e pressati, stanno ancora generato fiamme, sul modello di enormi rotoballe, salvo che anziché di erba e fieno in questo caso si tratta di rifiuti
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