'«Carpi vuole sicurezza e non dialogo interculturale» - Ci sono frasi che valgono più di un programma politico. Questa è una di quelle. Perché non è soltanto uno slogan: è una visione della società. Una visione che immagina una città in cui il dialogo è un lusso, l’incontro un problema e la diversità un ostacolo. Una visione che sostituisce la coesione sociale con la contrapposizione permanente. La sicurezza è una priorità. Lo è per tutti. Ma pensare di costruirla demolendo il dialogo interculturale significa non aver capito come funziona una comunità, perché la sicurezza non nasce nel vuoto: nasce da quartieri vivi, da relazioni sociali, da istituzioni presenti, da scuole, associazioni, presìdi culturali e occasioni di incontro. In due parole: dalla coesione sociale'. Così, in una nota, Corrado Gallo, portavoce di Avs, replica a Fdi.
'La domanda è semplice: che cos'è la sicurezza senza coesione? Come si pensa di prevenire tensioni e conflitti se si rinuncia proprio agli strumenti che permettono alle persone di conoscersi, confrontarsi e vivere insieme? La risposta, purtroppo, è che non si prevengono i problemi: li si cavalca. O almeno ci si prova.
Colpisce che una parte della destra carpigiana, nel tentativo di non farsi oscurare dalla radicalizzazione del dibattito nazionale e dalla competizione con figure come Roberto Vannacci, finisca per sacrificare perfino i principi più elementari della cultura repubblicana: il pluralismo, il rispetto reciproco, la convivenza civile, il rispetto delle regole comuni. È una rincorsa che produce slogan sempre più estremi e soluzioni sempre meno credibili.. oltre che indebolire la tenuta del sistema democratico'.'A chi propone assimilazione forzata, repressione e muri culturali come risposta a problemi complessi vorrei ricordare una cosa molto semplice: una comunità che sa valorizzare le proprie differenze, che sappia rispettare le regole comuni, è una comunità più forte. Più resiliente. Più democratica. E sì, anche più sicura. La destra continua a raccontare il dialogo come se fosse il contrario della sicurezza. È un errore tanto grave quanto conveniente: alimentare la paura è sempre più facile che costruire fiducia. La politica, però, dovrebbe avere il coraggio di fare esattamente il contrario. Perché la sicurezza non si ottiene dividendo la città in “noi” e “loro”. Si costruisce facendo sentire tutti parte della stessa comunità, stabilendo regole comuni. Chi contrappone sicurezza e dialogo interculturale, in fondo, finisce per indebolire entrambi' - chiude Corrado Gallo.



