'L’impressione forte è quella di aver assistito al “quasi” funerale di un Partito, quello Democratico, che ripone in un Ceo, che viene da fuori o più precisamente dal lontano Pci, la speranza di resuscitare un popolo di cui gli resta solo un lontano ricordo. Il “quasi” potrebbe cadere alle prossime elezioni amministrative. Purtroppo per noi quel che veramente resta è il desolante panorama dei problemi e disastri in cui i signori della sinistra lasciano Modena dopo averla governata per ottant’anni e che solo altri potranno risolvere - continua Bedostri -. L’elenco è lunghissimo e anche noto, cresciuto di legislatura in legislatura, una fallimentare eredità che l’attuale sindaco Muzzarelli passa “trionfalmente” al successore. Parto per primo dal gravissimo sfascio della sanità, divenuta inaccessibile, che coinvolge tutti i cittadini modenesi, una sanità che nega il diritto alla salute e mina la fiducia verso le istituzioni; l’insicurezza dovuta ad una diffusa criminalità da “città fuori controllo”; il flop del piano rifiuti; la carenza della assistenza dei Servizi sociali del Comune incapaci di gestire le crescenti richieste di aiuto; la viabilità in certi orari paralizzata in strade colabrodo'.
'Tanto per citare i maggiori a cui però va aggiunta la dissennata e ideologica politica ambientale che frena lo sviluppo e sta portando alla rivolta di intere categorie, come quella degli agricoltori, che sta venendo a chiedere il conto a questa sinistra incapace e scriteriata. Come Lega di Modena stiamo lavorando assieme al centrodestra con serietà e impegno per proporre alla sittà una candidatura a sindaco di alto profilo umano e sociale, unitaria e con una visione di governo proiettata al futuro, in grado di fare diventare Modena una città competitiva a livello europeo ed internazionale puntando sulle tante eccellenze presenti nel territorio.



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