'Con l’aggravante di averlo fatto senza ascoltare le imprese. Lo confermano le reazioni delle associazioni di categoria che in queste ore denunciano i nuovi e pesanti aumenti a carico del tessuto produttivo. Aumenti che abbiamo contestato in consiglio: in primis l’aliquota IMU per la categoria D7, relativa agli immobili utilizzati direttamente per attività produttive, che passa dallo 0,96% all’1,06%, raggiungendo l’aliquota massima consentita. Un aumento che porta il Comune di Castelfranco al top della pressione fiscale sia per i cittadini sia per le imprese. Un primato che rende vano e infondato il tentativo di giustificare il tutto con la riduzione dei trasferimenti statali. Nel bilancio manca infatti una reale analisi di possibili economie interne e di un lavoro di spending rewiev. Inoltre, non sono stati indicati quali benefici, anche economici, potranno derivare in futuro dagli investimenti programmati. Si chiede alle imprese di pagare di più senza offrire alcuna prospettiva di ritorno per la comunità produttiva e per i cittadini. Riteniamo che l'amministrazione dovrebbe rivedere l’impostazione del bilancio partendo da ciò che non c'è stato; l’ascolto dei cittadini e delle imprese che invece si è scelto nuovamente di stangare'.
'Bilancio Castelfranco, la giunta aumenta le tasse comunali senza ascoltare chi produce'
'Si chiede alle imprese di pagare di più senza offrire alcuna prospettiva di ritorno per la comunità produttiva e per i cittadini'
'Con l’aggravante di averlo fatto senza ascoltare le imprese. Lo confermano le reazioni delle associazioni di categoria che in queste ore denunciano i nuovi e pesanti aumenti a carico del tessuto produttivo. Aumenti che abbiamo contestato in consiglio: in primis l’aliquota IMU per la categoria D7, relativa agli immobili utilizzati direttamente per attività produttive, che passa dallo 0,96% all’1,06%, raggiungendo l’aliquota massima consentita. Un aumento che porta il Comune di Castelfranco al top della pressione fiscale sia per i cittadini sia per le imprese. Un primato che rende vano e infondato il tentativo di giustificare il tutto con la riduzione dei trasferimenti statali. Nel bilancio manca infatti una reale analisi di possibili economie interne e di un lavoro di spending rewiev. Inoltre, non sono stati indicati quali benefici, anche economici, potranno derivare in futuro dagli investimenti programmati. Si chiede alle imprese di pagare di più senza offrire alcuna prospettiva di ritorno per la comunità produttiva e per i cittadini. Riteniamo che l'amministrazione dovrebbe rivedere l’impostazione del bilancio partendo da ciò che non c'è stato; l’ascolto dei cittadini e delle imprese che invece si è scelto nuovamente di stangare'.
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