'Non si tratta di vere e proprie moschee, con a fianco il minareto, ma sono edifici anonimi, vecchie palazzine o garage, senza alcuna indicazione. Se qualcuno poi ha modo di scambiare due parole con abitanti musulmani della zona, riceverà la rassicurazione che anche Castelfranco possiede la 'moschea'. Se la stessa Amministrazione dichiara nero su bianco, che non è a conoscenza della presenza di questi luoghi di culto è lecito pensare che nessuno controlli effettivamente cosa succede al loro interno. Saranno rispettati tutti i requisiti di sicurezza? Anche questa mancanza di informazioni accresce in noi la consapevolezza di non sapere cosa avviene nei nostri quartieri, vicino alle nostre case. Insomma ci sentiamo sempre più insicuri'.
La replica
Alle parole della esponente del Carroccio arriva la simultanea replica del sindaco Gianni Gargano.'In questi giorni è stata depositata una richiesta di accesso civico generalizzato che riguarda i presunti “centri islamici” a Castelfranco Emilia. Le cinque domande poste hanno ricevuto, come doveroso, cinque risposte chiare e precise. È giusto che i cittadini sappiano quali siano queste risposte, perché da sole smontano ogni tentativo di costruire polemiche artificiose. I fatti sono semplici: non esistono centri di culto islamici sul territorio comunale, esiste un’unica associazione culturale con sede nota e trasparente, in via Ripa Superiore 35, il Piano Strutturale Comunale non prevede vincoli sull’insediamento dei luoghi di culto, come è giusto che sia in un Paese che tutela la libertà religiosa e non esistono finanziamenti comunali destinati a comunità islamiche. Ecco la verità. Eppure c’è chi, attraverso una serie di quesiti volutamente ambigui, cerca di gettare ombre, insinuare dubbi, alimentare paure. Si finge di fare chiarezza, ma in realtà si coltiva solo confusione. Si usano parole come “centri di culto” o “progetti finanziati” senza alcun riscontro concreto, con l’unico obiettivo di agitare lo spettro di un problema che non esiste - afferma il sindaco -. Questa è la vera strumentalizzazione: prendere un tema delicato come quello della libertà di culto, che dovrebbe essere trattato con rispetto e responsabilità, e trasformarlo in terreno di propaganda e divisione.
'Castelfranco Emilia è una comunità aperta, rispettosa delle regole, capace di vivere le diversità come ricchezza e non come minaccia. Chi cerca di dipingerla diversamente, alimentando paure che non hanno fondamento, non sta facendo un servizio né ai cittadini né alla verità e neppure alla Costituzione. Il nostro compito è difendere la coesione sociale, tutelare la libertà di tutti, mantenere alto il livello del confronto pubblico. Per questo continueremo a rispondere sempre con i fatti e non con le paure, con i dati e non con le insinuazioni, con la chiarezza e non con i sospetti. Perché la politica non è l’arte di sollevare polveroni inesistenti: la politica, quella seria, è il coraggio di dire le cose come stanno.

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