Articoli La Provincia

Crisi Bellco, lavoratori in assemblea: 'La speranza si è riaccesa'

Crisi Bellco, lavoratori in assemblea: 'La speranza si è riaccesa'

'Ora si riparte dagli impegni assunti per garantire continuità occupazionale e produttiva sul sito di Mirandola e dalla dignità di lavoratrici e lavoratori'


1 minuto di lettura

Assemblea molto partecipata stamattina alla Mozarc Bellco di Mirandola per presentare e discutere l’esito dell’accordo raggiunto ieri pomeriggio in Regione con la proprietà, la mediazione delle Istituzioni e il pressing unitario dei sindacati Oltre 200 lavoratrici e lavoratori presenti nel magazzino logistico dello stabilimento, altri cento in video collegamento. Grande soddisfazione è stata espressa rispetto all’accordo raggiunto, che ha ribaltato lo shock di due settimane fa, quando le multinazionali Medtronic e DaVita comunicarono l’intenzione di fermare la produzione e, quindi, licenziare 350 persone.
'Lavoratrici e lavoratori hanno espresso la consapevolezza di come sia stata centrale la mobilitazione messa in campo con determinazione e responsabilità, della vicinanza e del sostegno a tutti i livelli da parte di Istituzioni e della società tutta, facendo della Bellco una vertenza non solo aziendale, ma di comunità' - spiegano Fabio Digiuseppe (Filctem Cgil) e Alberto Suffritti (Femca Cisl).
'La speranza si è riaccesa. Ora si riparte dagli impegni assunti per garantire continuità occupazionale e produttiva sul sito di Mirandola e dalla dignità di lavoratrici e lavoratori, dall’ipotesi di futura reindustrializzazione e dall’impegno per mantenere know how e lavoratori su questo sito produttivo'.

Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Alessandro Lupi. Così è, se ci appare

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati