Tutto apparentemente spazzato via da un via libera seguito all'ultima Conferenza dei servizi che spiazza ma non spezza la determinazione dei comitati che da anni si battono per dire no alla realizzazione e che ora promettono di contestare l'apertura dei cantieri ripartendo da quei punti che avrebbero dovuto motivarne il blocco.

Assemblea Popolare si chiede come sia stato possibile che gli organismi competenti abbiano 'negato prima la correlazione tra inquinamento e le discariche e poi arrivare addirittura a negare l’inquinamento stesso delle falde, con le ultime analisi fatte; che nessuno ha ancora visto'.
'Dopo anni che regolarmente tutte le analisi delle acque sottostanti davano la presenza di percolato, di sostanze sopra i limiti di contaminazione, di inquinanti pericolosi per la salute, improvvisamente, come per un’azione miracolosa e divina, l’inquinamento sparisce senza alcun intervento umano. Ed invece la volontà di farlo sparire, l’inquinamento, è tutt’altro che divina. Assemblea popolare continuerà nel suo lavoro, cercando di tenere insieme tutte le componenti sane del paese che si oppongono a tale scempio ambientale'.
'La recente pubblicazione delle motivazioni che hanno portato la Corte Suprema di Cassazione a respingere il ricorso presentato dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Modena contro il dissequestro della discarica di Finale Emilia, dicono in modo chiaro che la responsabilità di questa assurda decisione va riposta nel tristemente noto verbale della Conferenza dei Servizi del 8 febbraio 2022' - afferma l'Osservatorio Civico Ora Tocca a Noi, rappresentato da Maurizio Poletti in una analisi che riassume i vari passaggi che hanno caratterizzato l'iter del progetto negli ultimi dieci anni, arrivando all'ultima Conferenza dei servizi del 2022.
'Come tutti ormai ben sanno, in quella Conferenza è stato enunciato che i gravissimi superamenti delle concentrazioni di soglia di contaminazione di numerosi inquinanti non fossero correlati alla discarica, tesi per altro avvallata dal sindaco Poletti che non si oppose minimamente a tale decisione e che arrivò addirittura a votare a favore di quanto deliberato dalla Conferenza.
'Ed è proprio dalla verifica degli accordi che si devono portare avanti nuove azioni di contrasto a questa mega discarica, cominciando ad analizzare le due delibere, quella del 2009 (epoca Soragni), quella del 2011 (epoca Ferioli) e del relativo accordo sancito con la Delibera di Giunta Comunale n. 139 del 20 settembre 2011 intitolata: 'Approvazione accordo tra il Comune di Finale Emilia e Feronia srl'. Tale nuovo approccio richiede prima di tutto di valutare la questione della scadenza dell'accordo stipulato con la suddetta delibera. Le evidenze derivanti dell'analisi dell'accordo portano a ritenere che il medesimo sia scaduto il 23 gennaio 2015, quindi Feronia srl starebbe occupando i terreni di proprietà comunale (quelli relativi alla discarica esaurita Feronia 0), in assenza di un titolo negoziale valido e di conseguenza il Comune di Finale Emilia potrebbe attivarsi per il rilascio di tali terreni. La problematica della liberazione dei terreni di proprietà del Comune di Finale Emilia non è l'unico elemento da affrontare, infatti occorre estendere la valutazione di questo accordo anche alle eventuali illegalità ed alle violazioni del medesimo accordo del 2011 da parte di Feronia, come appunto la mancata messa in sicurezza permanente di Feronia 0. L'azione di rilascio dei terreni di proprietà comunale dove insiste la discarica esaurita, potrebbe mettere in discussione la legittimità dell'autorizzazione integrata ambientale aprendo la strada ad un provvedimento di annullamento d'ufficio ( ex art. 21 nonies, Legge 7 agosto 1990, n. 241). L'Osservatorio - conclude Poletti - è pronto a perseguire queste ed altre nuove azioni di contrasto a questo disastro ambientale'.

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