'Una gestione quantomeno disinvolta della cosa pubblica, monitorata attraverso le investigazioni durante un periodo assai esteso durante il quale, per ogni condotta censurata, si è evidenziato un unico denominatore comune: la piaga della corruzione - nelle sue varie declinazioni - e della sopraffazione, ispiratrice dei comportamenti di politici, dipendenti pubblici, presbiteri e faccendieri il cui quotidiano atteggiarsi è stato animato dalla sola brama di potere e dalla ingordigia per i beni materiali. Questo il filo conduttore di una indagine che farà luce, almeno in parte, su uno spaccato serio ed inquietante della collettività carpigiana'.

'Basterebbe infatti captare qualche mormorazione che fluttua nell'aria per cogliere gli aspetti di un disagio sociale che affonda le sue radici nel tempo e che, complice una sospetta assuefazione, oramai fa parte dell'ambiente essendone divenuto, così come i prati e i campanili, un elemento costitutivo dell'arredo urbano. Tuttavia, ancorchè non immediatamente intelleggibili, esso ha avuto il paradossale merito di avere risvegliato negli operatori della giustizia una tensione non comune che è stata canalizzata con particolare attenzione verso questo mondo sommerso, vasto, insidioso, a tratti impalpabile. Gli operatori anzidetti hanno iniziato e continuato a ricercare i colpevoli di delitti biechi e codardi, investigando tra l'omertà della gente, opportunatamente 'sintonizzata' dai più grandi e per questo, colmi di esperienza, più disinvolti e bigotti, tutti spinti dalla potenza del denaro e dal germe della sopraffazione, che si sono mossi frenticamente facendo da sfondo a questa vicenda'.
'Ma quello che è ancora più grave è il ruolo esercitato nel perfezionamento del disegno di talune di queste persone, conosciute ed ammirate, e per questo talvolta emulate, capaci di sobillare l'interlocutore di turno dissimulando la frustrazione come forza, la rabbia come talento, l'inadeguatezza come novità, coinvolgendole nel mercimonio della pubblica funzione. Sarà proprio per il miscuglio di fastidio per l'argomento e per l'intolleranza di molti di questi che in diverse occasioni, nondimeno, è sembrata calare una lastra tombale quasi a chiudere per sempre l'argomento. Si sa che i manovratori, per natura loro, non gradiscono esser disturbati'.
'La maggior parte, tra indagati e persone informate sui fatti, sono personaggi del luogo che gravitavano attorno alle medesime sfere di potere: l'amministrazione comunale e la diocesi.
Nella foto il comandante dei carabinieri di Carpi, Alessandro Iacovelli



