'Questo - commentano Gianaroli e Leonelli - è frutto dell’imbarazzante gestione dell’Amministrazione Comunale, sempre a guida centro-sinistra, che negli ultimi 10 anni ha chiuso occhi e orecchie di fronte ai ripetuti inviti a una più oculata gestione del bilancio, denunciati come ultimo dalla lista di centro destra “Uniti per Marano” anche in occasione della campagna elettorale 2019. Indifferente ai nostri richiami, l’Amministrazione ha dovuto conformarsi alle indicazioni contenute nella delibera della Corte dei Conti del 20 marzo scorso, inviata all'ente, nella quale si evidenzia “una situazione di potenziale incertezza e dunque di fragilità degli equilibri di bilancio”, invitando l'ente ad una puntuale verifica volta a sanare le criticità emerse. A confermare le nostre preoccupazioni è che, nell’Unione Terre di Castelli, solo il Comune di Marano si trova in questa incresciosa situazione di disavanzo. Non vi è nulla di fisiologico; non è un passaggio ordinario del bilancio: la procedura di riparto del disavanzo è uno strumento messo a disposizione del legislatore solo per i comuni che hanno gestito male il proprio rapporto tra spese ed entrate. Questo disavanzo, infatti, deriva dalla pessima abitudine, consolidata nel tempo, di iscrivere in bilancio entrate di dubbia riscossione a fronte di spese certe per centinaia di migliaia di euro. Un bilancio già critico, nello scenario di una crisi economica diffusa, che fa temere una diminuzione della qualità e della quantità dei servizi erogati o il ricorso all’aumento delle imposte, delle tasse e delle tariffe, le cui aliquote hanno raggiunto recentemente il livello massimo. Le preoccupazioni e le problematiche emerse dall’analisi dei bilanci degli anni precedenti, da noi evidenziate puntualmente, sono state purtroppo confermate da questo pessimo risultato e comporteranno una minor capacità di spesa. L’amministrazione dirà ancora, come già accaduto in passato, che il nostro è un “borgo felice”? E i cittadini cosa ne pensano?'
'Marano, con la giunta Pd disavanzo da oltre un milione di euro'
La giunta Pd guidata da Giovanni Galli ha ereditato la gestione dell'ex sindaco Emilia Muratori, ora candidata sindaco a Vignola
'Questo - commentano Gianaroli e Leonelli - è frutto dell’imbarazzante gestione dell’Amministrazione Comunale, sempre a guida centro-sinistra, che negli ultimi 10 anni ha chiuso occhi e orecchie di fronte ai ripetuti inviti a una più oculata gestione del bilancio, denunciati come ultimo dalla lista di centro destra “Uniti per Marano” anche in occasione della campagna elettorale 2019. Indifferente ai nostri richiami, l’Amministrazione ha dovuto conformarsi alle indicazioni contenute nella delibera della Corte dei Conti del 20 marzo scorso, inviata all'ente, nella quale si evidenzia “una situazione di potenziale incertezza e dunque di fragilità degli equilibri di bilancio”, invitando l'ente ad una puntuale verifica volta a sanare le criticità emerse. A confermare le nostre preoccupazioni è che, nell’Unione Terre di Castelli, solo il Comune di Marano si trova in questa incresciosa situazione di disavanzo. Non vi è nulla di fisiologico; non è un passaggio ordinario del bilancio: la procedura di riparto del disavanzo è uno strumento messo a disposizione del legislatore solo per i comuni che hanno gestito male il proprio rapporto tra spese ed entrate. Questo disavanzo, infatti, deriva dalla pessima abitudine, consolidata nel tempo, di iscrivere in bilancio entrate di dubbia riscossione a fronte di spese certe per centinaia di migliaia di euro. Un bilancio già critico, nello scenario di una crisi economica diffusa, che fa temere una diminuzione della qualità e della quantità dei servizi erogati o il ricorso all’aumento delle imposte, delle tasse e delle tariffe, le cui aliquote hanno raggiunto recentemente il livello massimo. Le preoccupazioni e le problematiche emerse dall’analisi dei bilanci degli anni precedenti, da noi evidenziate puntualmente, sono state purtroppo confermate da questo pessimo risultato e comporteranno una minor capacità di spesa. L’amministrazione dirà ancora, come già accaduto in passato, che il nostro è un “borgo felice”? E i cittadini cosa ne pensano?'
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