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Polizia Locale, Iseppi (FdI): 'Pavullo deve tornare a gestire direttamente i propri agenti'

Polizia Locale, Iseppi (FdI): 'Pavullo deve tornare a gestire direttamente i propri agenti'

'Gli agenti meritano di operare al servizio della comunità pavullese e non di essere continuamente impiegati per sopperire alle carenze di altri territori'


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'Ho votato convintamente contro il rinnovo della convenzione del Corpo Unico della Polizia Locale perché ritengo che questo modello di gestione abbia ormai dimostrato tutti i suoi limiti e non sia più nell'interesse di Pavullo'. Lo afferma Daniele Iseppi, consigliere comunale di Fratelli d'Italia, intervenendo dopo il voto del Consiglio comunale.

'Il Corpo Unico è nato quindici anni fa con dieci Comuni. Oggi ne sono rimasti soltanto sei. Se quasi la metà dei Comuni ha deciso di uscire, significa che quel modello non ha funzionato. È un dato oggettivo che dovrebbe far riflettere invece di continuare a difenderlo a prescindere. La convenzione approvata nel 2023 assegnava al presidio di Pavullo 18 agenti, un numero che già allora rappresentava il peggior rapporto tra residenti e personale dell'intero Corpo Unico. Oggi gli agenti effettivamente in servizio sono soltanto 11. Una situazione che conferma una cronica carenza di personale, denunciata pochi giorni fa anche dalle organizzazioni sindacali della Polizia Locale'.


'Nel 2026 il costo complessivo del Corpo Unico aumenterà di circa 35.000 euro rispetto all'anno precedente. Di questo incremento, oltre 18.000 euro saranno a carico del Comune di Pavullo. Mi chiedo come si possa continuare a chiedere ai pavullesi di pagare di più per un servizio che dispone di meno agenti e che continua a penalizzare il nostro territorio'.

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Per Iseppi, tuttavia, il problema principale riguarda la governance. 'Pavullo contribuisce con oltre il 50% delle risorse economiche necessarie al funzionamento del Corpo Unico, ma nella Conferenza dei Sindaci dispone soltanto di un voto su sei, pari al 16%. Ed è proprio la Conferenza dei Sindaci a decidere le assegnazioni temporanee del personale. Questo significa che, ogni volta che si dovrà stabilire da quale presidio prelevare agenti per coprire altre esigenze, Pavullo si troverà inevitabilmente in minoranza, pur essendo il Comune che sostiene la parte più consistente dei costi. In questi anni gli agenti di Pavullo sono stati troppo spesso utilizzati come tappabuchi per sopperire alle carenze degli altri Comuni. Considerata la persistente mancanza di personale, non vedo alcun elemento che possa far pensare che questa situazione cambierà in futuro'.


'La nuova convenzione sostituisce i subambiti con quattro presìdi territoriali per sei Comuni. Colpisce soprattutto la scelta di istituire due presìdi distinti, uno per Sestola e uno per Fanano. Se poi quasi ogni Comune rivendica una propria autonomia organizzativa, viene spontaneo chiedersi quale sia il vero senso di mantenere un Corpo Unico.

Si continua a parlare di ottimizzazione delle risorse e di superamento dei campanili, ma nei fatti si finisce per ricreare strutture separate sui singoli territori'. Per Iseppi la strada da seguire è un'altra.

'Sono convinto che rimanere nel Corpo Unico non sia più nell'interesse di Pavullo. Uscire dalla gestione associata significherebbe tornare ad avere il pieno controllo della nostra Polizia Locale, decidere direttamente quanti agenti servono realmente al nostro territorio, organizzare il servizio in funzione delle esigenze dei cittadini e rafforzare il controllo del territorio in termini di sicurezza. Ma significherebbe anche valorizzare maggiormente la professionalità dei nostri agenti, che meritano di operare al servizio della comunità pavullese e non di essere continuamente impiegati per sopperire alle carenze di altri territori'.

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