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'Mentre a Mirandola infervora il Festival della Memoria, in Aimag si celebra il festival degli smemorati'

'Mentre a Mirandola infervora il Festival della Memoria, in Aimag si celebra il festival degli smemorati'

Il Pd: 'Oggi, come per incanto, gli stessi amministratori che si raccontano come “ghostbuster”chiamati a bonificare l'azienda scoprono un Gruppo solido'


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'I consiglieri del PD di Mirandola non hanno mai avuto dubbi, ed è agli atti, che Aimag fosse una società in via di guarigione dopo un paio d'anni burrascosi. Lo abbiamo detto quando andava detto disinnescando un assurdo progetto di cessione del controllo senza reale corrispettivo. Perché quello che, nell'autocelebrazione del “triennio dei record”, il CdA uscente dimentica di dirci è cosa raccontava ai Sindaci soci appena un anno fa. Allora il ritornello era ben diverso: la società era spacciata. Non c'era sopravvivenza senza la cessione del controllo ad Hera. Aimag valeva un sacco di fagioli. Non avrebbe retto finanziariamente. E, mano sul cuore, erano a rischio le maestranze'. Così, in una nota il Pd di Mirandola.


'Oggi, come per incanto, gli stessi amministratori che si raccontano come “ghostbuster”chiamati a bonificare l'azienda scoprono un Gruppo solido: margine operativo lordo ai massimi storici, debito sceso da 210 a 149 milioni e dividendi tornati a fluire. Delle due l'una: o la raccontavano allora, per spianare la strada a un'operazione poi bocciata senza appello dalle Corti dei Conti, oppure ce la

raccontano oggi. In entrambi i casi, a cittadini e sindaci è stata raccontata una favola. Gli unici fantasmi che questo CdA ha agitato per mesi, in fondo, sono stati quelli del collasso e di Hera.

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Salvo poi reclamare oggi “un pò di fanfara”. C'è poi una dimenticanza che merita un premio speciale al festival degli smemorati: la Presidente parla come se fosse atterrata in azienda nel 2023, davanti a macerie altrui da sgomberare. Peccato che sieda nel Consiglio di Amministrazione dal 2020. Le criticità che oggi racconta di aver eroicamente bonificato sono maturate anche sotto i suoi occhi, e con la sua firma. Bonificatrice e residente del palazzo da bonificare, insomma - continua il Pd mirandolese -. In tutto questo, dov'era la nostra sindaca? Prima si è lasciata convincere che Aimag fosse una bomba a orologeria, da disinnescare cedendola in fretta prima che esplodesse. Poi sparita: un anno intero senza chiedere un solo dato economico sulla società partecipata dal suo Comune. Infine spettatrice silenziosa dell'autoincensamento del CdA, a una conferenza stampa alla quale non è stata nemmeno invitata. Difficile dire cosa sia più grave: la fretta di svendere o il successivo, totale disinteresse. Di questo Cda abbiamo chiesto le dimissioni — che ci saremmo legittimamente aspettati — dopo che l'intero impianto del loro lavoro è stato smontato pezzo per pezzo. Dimissioni mai arrivate.

E ora, invece di un passo indietro, assistiamo al loro tour delle quattro chiese in cerca di un rinnovo. Che imbarazzo. La memoria, a Mirandola, è un valore. Suggeriamo di farne uso anche in Aimag. E, già che ci siamo, anche in Comune'.

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