
'Eppure, di fronte a questa vile aggressione, anziché esprimere solidarietà e rispetto, alcuni esponenti dell’opposizione locale (i cui nomi nella scorsa tornata elettorale amministrativa erano presenti nelle liste delle attuali due rappresentanze consiliari d'opposizione) hanno preferito costruire una “teoria del dubbio”; mistificazioni cavalcate e ribadite talvolta anche da consiglieri 'opposizione nel corso delle sedute del Consiglio Comunale. Un comportamento studiato per alimentare il sospetto, con l'ovvio obiettivo di gettare discredito sull'aggredito, anziché condannare un grave e reiterato comportamento intimidatorio. Addirittura c'è chi, con tono compiaciuto, ha commentato pubblicamente che le lettere sarebbero “inventate”, un mero strumento di propaganda; o chi, in un attacco ignobile a mezzo social, perpetrato nei commenti relativi ad un recente post sulla commemorazione delle vittime del rogo di via Roma apparso sul gruppo Facebook cittadino “La Mirandola”, ha scritto che... “e la sindaca sulle sue pagine social posta le foto dei suoi figli: la famosa lettera non l'ha spaventata abbastanza”. Commenti, peraltro ciclicamente reiterati, che superano ogni limite e decenza e che vanno ad offendere qualsiasi cittadino che creda nella dignità umana e nel rispetto delle istituzioni - continuano i gruppi consigliari di maggioranza -. Ciò che più inquieta è il silenzio di chi dovrebbe dissociarsi immediatamente da queste affermazioni. Né il candidato sindaco dell’opposizione, né tanto meno i suoi principali sostenitori, e neppure i partiti e le liste che li hanno sostenuti nella scorsa campagna elettorale hanno sentito il dovere morale di prendere le distanze da queste parole indegne pronunciate da loro “compagni di lista”. È un silenzio che pesa, che rischia di sottendere complicità. Siamo stanchi. È ora di dire basta.



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